Sindrome di Marfan

La Sindrome di Marfan (SM) è la più nota delle malattie del tessuto connettivo ed è stata descritta per la prima volta nel 1896 da Antoine-Bernard-Jean Marfan. Questa patologia, la cui incidenza è di 1:10.000, è provocata da una mutazione del gene FBN1 (cromosoma 15 – 15q21.1) che codifica per la proteina profibrillina 1, la quale prende parte alla costituzione dei tessuti elastici ed è quindi in parte responsabile delle loro capacità elastiche. La fibrillina-1, che deriva dalla profibrillina-1, è infatti una glicoproteina extracellulare essenziale per la normale fibrinogenesi ed è il principale componente delle microfibrille che, insieme all’elastina, formano le fibre elastiche che si trovano in numerosi tessuti dell’organismo. 

Le mutazioni del gene FBN1 aumentano la suscettibilittà della fibrillina-1 alla proteolisi aumentando la frammentazione e la disorganizzazione delle microfibrille (esempio tipico si ha nella tonaca media dell’aorta di questi pazienti, in cui si rileva la classica degenerazione mediale). L’alterazione della fibrillina interferirebbe inoltre con le vie di segnalazione tra le varie cellule. La penetranza della mutazione è alta e l’espressione fenotipica variabile: ad oggi sono note più di 500 mutazioni del gene FBN-1. Nel 75% dei casi la mutazione è ereditata da un genitore (eredità autosomica dominante classica), nel 25% dei casi la mutazione è insorta de novo.

MANIFESTAZIONI OCULARI: Questi pazienti presentano comunemente difetti refrattivi quali miopia e astigmatismo, ma solo l’ectopia lentis (dislocazione del cristallino) è un criterio maggiore per la diagnosi. I pazienti con SM hanno rischio elevato di sviluppare glaucoma, cataratta precoce o di subire un distacco della retina.

ECTASIA DURALE: è il secondo più frequente criterio maggiore per la diagnosi. La dura madre di questi pazienti, infatti, tende a dilatarsi a livello lombosacrale perchè ha una minore resistenza nei confronti delle pulsazioni del liquor cefalorachidiano e della forza di gravità. Tale fenomeno è visibile alla Risonanza Magnetica come un ampliamento del canale spinale e la dilatazione del sacco durale puà avere effetto erosivo sulle strutture ossee circostanti o provocare intappolamento dei nervi (con conseguente sintomatologia dolorosa). Si tratta di un fenomeno età-dipendente e solitamente asintomatico. (Per saperne di più: 
http://www.marfanclinic.it/areapubblica/aree/infopagine/scheda.asp?categoriaa=1&catb=Genetica&canale=52&id=863)

//www.nature.com/ejhg/journal/v15/n7/fig_tab/5201851f3.html))

ARACNODATTILIA: a destra, segno del POLLICE, a sinistra segno del POLSO (immagine tratta da European Journal of Human Genetics)

MANIFESTAZIONI MUSCOLOSCHELETRICHE: Le estremità di questi pazienti sono molto lunghe e sproporzionate rispetto al torace (questi pazienti sono quindi molto alti). Lo sviluppo del torace può essere anormale, per cui il torace può avere l’aspetto di pectus excavatum oppure di pectus carinatum. E’ frequente la scoliosi, così come la protrusione dell’acetabolo e la lassità delle articolazioni. Tipicamente questi pazienti persentano dita affusolate e molto allungate rispetto al palmo della mano: si parla di aracnodattilia, che si riconosce per la positività del segno del pollice (la falange distale del pollice protrude dal bordo ulnare a pungo chiuso intorno al pollice) e del segno del polso (le falangi distali di pollice e mignolo si sovrappongono se posti a circondare il polso).

MANIFESTAZIONI CARDIOVASCOLARI: tipica la progressiva dilatazione dell’aorta (criterio maggiore per la diagnosi), in particolare a livello dei seni di Valsalva, che può provocare quindi insufficienza valvolare aortica, infarto (se viene occlusa l’emergenza delle coronarie) e, ovviamente, un elevato rischio di dissecazione e rottura del vaso. Sono frequenti anche il prolasso della mitrale e della tricuspide, oltra che l’ectasia dell’arteria polomare (criteri minori per la diagnosi). Bisogna ricordare che il rischio di dissezione aortica aumenta durante la gravidanza (probabilmente per il ruolo degli estrogeni nell’inibire la deposizione di collagene e elastina nell’aorta e per il circolo iperdinamico tipico della gestazione).

MANIFESTAZIONI CUTANEE: strie cutanee non dovute a rapide modificazioni del peso corporeo, frequenti ernie, iperlassità dei tegumenti.

MANIFESTAZIONI POLMONARI: frequente il pneumotorace spontaneo e la presenza di blebs subpleurici apicali.

//www.marfansyndrome.info)

SINDROME DI MARFAN - A destra, giovane con SM (tratta da http://www.summagallicana.it/Volume2/B.XIV.06.htm) - A sinistra, famiglia con SM (foto del 1931, tratta da http://www.marfansyndrome.info)

 

DIAGNOSI: La clinica della SM è molto variabile perciò talvolta può sfuggire alla diagnosi. Tuttavia, esistono dei criteri (“Ghent Criteria” – 1996), divisi in maggiori e minori, relativi a tutte le manifestazioni cliniche. Per la diagnosi, in assenza di storia familiare, sono necessari 2 criteri maggiori in due apparati diversi + 1 criterio minore in un altro apparato (o la presenza della mutazione di FBN-1 + 1 criterio maggiore in un apparato + 1 criterio minore in un altro apparato). Se è presente una storia familiare (un caso in un parente di primo grado) è sufficiente 1 solo criterio maggiore + 1 criterio minore in un altro apparato. E’ importante che la diagnosi sia precoce per permettere un corretto follow up di questi pazienti, ma bisogna ricordare che molti dei criteri di Ghent si sviluppano con il tempo, perciò non è sempre facile fare diagnosi nei pazienti pediatrici. In questi soggetti, se la storia familiare è positiva per SM ma i criteri non sono rispettati, è necessario ripetere la valutazione degli stessi periodicamente (a 5, 10 e 15 anni) fino ai 18 anni.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE: Di solito la sindrome di Marfan è facilmente riconoscibile negli adolescenti, ma è necessario distinguerla dalla altre patologie del connettivo (per esempio la  sindrome di Ehlers–Danlos di tipo IV) e in particolare dalla Sindrome di Loeys-Dietz (ma in quest’ultima l’ectopia lentis è assente e i pazienti presentano ipertelorismo oculare e palato ogivale). Altre patologie da considerare sono l’omocistinuria, la sindrome di Stickler e la sindrome di Beals.

GESTIONE DEL PAZIENTE CON SM:  Considerando la varietà delle manifestazioni cliniche della Sindrome di Marfan, la gestione del paziente deve essere multidisciplinare. L’ectopia del cristallino può richiedere l’utilizzo di lenti correttive o la sostituzione del cristallino. I pazienti devono essere seguiti dall’oculista per rilevare precocemente la comparsa di glaucoma o un distacco di retina. Sarà invece l’ortopedico a decidere se le anomalie del torace o la scoliosi necessitano di terapia. Per quanto riguarda i problemi cardiovascolari, può essere utile la somministrazione di beta bloccanti (o di ACE inibitori) per ritardare la comparsa dell’aneurisma dell’aorta e la sua eventuale dissezione. Quando il diametro dell’aorta raggiunge i 5 cm è necessario intervenire chirurgicamente. 
I pazienti non dovrebbero sottoporsi a sport pericolosi nè a sforzi fisici intensi, ma una moderata attività fisica aerobica è senz’altro consigliata.

Per approfondire, vi segnalo queste review free:

2008 -Frydman M – The Marfan Syndrome
2007 – Dean JC – Marfan syndrome: clinical diagnosis and management
2007 – Ha HI – Imaging of Marfan Syndrome: Multisystemic Manifestations

Mentre questo è il sito dell’Associazione Italiana Sindrome di Marfan: http://www.marfan.info

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35 Risposte to “Sindrome di Marfan”

  1. Bello, completo e chiarissimo. Mi sfuggiva l’ectasia durale (forse non l’avevo mai studiata!… e comunque non me la ricordavo proprio). Il resto degli aspetti mi erano noti ma un ripasso, in questi giorni, era necessario!
    Grazie Eli! 😉

  2. atlantemedicina Says:

    In tutta sincerità, anche io ignoravo l’esistenza dell’ectasia durale, ma pare sia abbastanza comune, oltre che uno dei criteri maggiori per la diagnosi. D’altra parte ho creato Atlante Medicina proprio per questo…ovvero per ripassare e per imparare!
    Aggiungo che, relativamente all’aneurisma dell’aorta, pensavo fosse quasi solamente addominale, invece la sede più comune è a livello dell’aorta ascendente!!! Citando la cantante Elisa “Quante cose che non so”…..!
    🙂

  3. Bell’articolo come sempre (io sono ferma in questo periodo). Comunque ho provato a fare quelle cose con le mani…e mi riescono entrambe…aiuto! 🙂

  4. atlantemedicina Says:

    Coraggio Sara..una rondine (un criterio) non fa primavera!!! 😀
    Grazie e a presto!! 😀

  5. ti devo ringraziare: il mio prof di patologia si è confuso parecchio quando ce l’ha spiegata, mettendo in mezzo la dominanza negativa, e mi stavo perdendo pure sul libro!! complimenti per la chiarezza!

  6. atlantemedicina Says:

    Grazie a te per il commento! 😉
    Ciao!

  7. Mi e’ stata ipotizzata la SM e per verifica dovrei fare la RM, ma non posso farla perche’ sono stata operata di stapedotomia all’orecchio e ho all’interno una parte metallica. Alternative efficaci alla RM?
    L’aura oftalmica puo’ centrare in qualche modo con la SM?
    E la memoria-concentrazione che diminuisce? (vedi omocisteina alta)
    Grazie e saluti

  8. de filippis doriana Says:

    la sm può portare difficoltà in matematica?

  9. atlantemedicina Says:

    Ciao Elga, per quanto riguarda le alternative alla RM, dipende da cosa si vuol cercare! Ti è stata prescritta per evidenziare un’ectasia durale?
    In merito al resto, aura, iperomocisteinemia, problemi di concentrazione non fanno parte del quadro classico della Marfan, e mi fanno pensare piuttosto ad una forma di emicrania.
    Quanto alla matematica…che io sappia non esiste una associazione tra Marfan e difficoltà in una qualche materia di studio…se qualcuno ne sa di più ci illumini!

  10. Daniela Says:

    Una persona a me cara ha questa sindrome e ho paura, xke non esiste rimediooo??? Cosa potrei fare? Aiutatemiiii!

  11. atlantemedicina Says:

    Cara Daniela, è necessario che la persona a te cara si faccia semplicemente seguire regolarmente per rilevare eventuali anomalie il prima possibile. Leggi bene tutto l’articolo, ti chiarirà tutto il quadro della sindrome di Marfan. Per ulteriori chiarimenti puoi rivolgerti all’Associazione Italiana Sindrome di Marfan: http://www.marfan.info

  12. Mia figlia e affetta da sindrome di Marfan i medici del mio paese mi dicono che non ci sono cure, ma grazie ad una ragazza affetta da questa sindrome ho trovato un policlinico che forse mi puo aiutare.. il policlinico San matteo di Pavia

  13. Ciao, io sono affetto da sindrome di Marfan ed anche mia figlia lo è. Ok per il Policlinico di PV e anche per la Marfan Clinic dell’ospedale Sacco di Milano.
    Ottime strutture e ottimi medici. Noi siamo Clienti fissi del Sacco 😛

  14. elisabetta Says:

    Ciao ho 22anni e sono affetta dalla sindrome di Marfan.. non ho mai avuto problemi ma il mio maggiore ostacolo è la vista: ho l’ectopia lentis e non vedo tanto bene..volevo sapere se ci soon state persone (anche giovani come me) che si sono sottoposte all’operazione per cambiare il cristallino e quali sono le probabilità che l’operazione abbia buon esito. Per questo specifico problema dell’ectopia lentis qual è la struttura migliore? Io mi riferisco sopratutto all’estero, se c’è una Nazione particolarmente specializzata in questo tipo di problema…
    Grazie

  15. Cara Elisabetta, di base, l’intervento di sostituzione del cristallino non è particolarmente complesso (basti pensare che si fa di routine nei pazienti con cataratta!), ma non so dirti nello specifico se ci sono procedure o rischi particolari nel caso della sindrome di Marfan. Per maggiori informazioni, anche in merito alle strutture cui rivolgerti, contatta l’Associazione Italiana Sindrome di Marfan: http://www.marfan.info

  16. Raffaela Says:

    Salve, vorrei sapere se in caso di diagnosi incerta bisogna fare il test genetico. All’ospedale Sacco fanno il test se la diagnosi è incerta..Dove è preferibile andare?
    Grazie

  17. Gaia Di Tommaso Says:

    Il miglior centro è il policlinico san matteo di pavia, gestito dalla prof.ssa Arbustini. Da sempre al Telethon! Il Sacco di Milano non esegue più il test genetico e solo a pavia è svolto! Il test genetico è l’unico esame che conferma la sindrome.

  18. Il test genetico, che permette di confermare la malattia, è sicuramente disponibile a Pavia, non saprei a Milano…

  19. GIUSEPPE Says:

    Mio figlio compie 22 anni a marzo di quest’anno, dall’età di 10 anni ci siamo accorti di una miopia nel solo occhio sx che è andata sempre ad aumentare. Ultimamente dato che la miopia attuale è di 5 gradi nell’ochhio dx e 10 gradi nell’occhio sx ho fatto effettuare una visita per l’eventuale correzione chirurgica della miopia. Dagli esami effettauti il medico che lo ha visitato ha riscontrato la dislocazione del cristallino nel solo occhio sx, propsettandomi la possibilita della sindrome di Marfan. Ho letto attentamente quanto è scritto, ma mio figlio non presenta nessuna delle altre sintomatologie della Marfan. Quanto mi devo preoccupare?

  20. I criteri diagnostici per la sindrome di Marfan sono descritti nell’articolo: la presenza della dislocazione del cristallino da sola non è sufficiente a fare diagnosi.
    Ad ogni modo, trattandosi di uno dei criteri maggiori, è necessario che tuo figlio si sottoponga agli accertamenti necessari per escludere che non presenti uno degli altri criteri (maggiori o minori).

  21. GIUSEPPE Says:

    ti ringrazio per la risposta.
    da quanto letto sopra pare che il centro di pavia sia il migliore.
    ti prego di dirmi dove e meglio recarsi o se per caso esiste qualche centro in sicilia dove posso recarmi senza dover andare al nord

  22. Non ti so dire quale sia il centro migliore a cui rivolgersi (non a caso le consulenze esulano dallo scopo di questo blog!). Prova a contattare l’Associazione Italiana Sindrome di Marfan: http://www.marfan.info

  23. giuseppe Says:

    ho fatto sottoporre mio figlio a visita cardiologgica, il cardiologo mi ha detto che nessun sintomo può essere ricondotto alla sindrome di marfan. infatto la dimensione dell’aorta e ampiamente sotto i margini di rischio ed inoltre la valvola aortica e tricuspide fatto questo che esclude la marfan in quanto nella marfan la valvola aortica si presenta bicuspide.
    posso avere solo da questo esame la certezza dell’assenza della sindrome di marfan?

  24. Ho una bambina di 21 mesi e recentemente siamo andati dall’ortopedico per un alluce valgo! Il medico nel controllo ha posto il sospetto di una SM per via dell’alluce troppo lungo (la nipote di mio marito cè l’ha identico) per i tessuti molto elastici e per la troppa altezza e credo anche magrezza (sia io e sia mio marito superiamo il metro e ottanta) mi devo preoccupare? Ci sono altri parametri che devo tener presente?

  25. Cara Pasquina, questo non è un sito di consulenze mediche, ad ogni modo per avere un’idea più completa dei segni e sintomi legati alla sindrome di Marfan, leggi attentamente l’articolo relativo:
    https://atlantemedicina.wordpress.com/2009/02/08/sindrome-di-marfan/

  26. Federico Says:

    Ciao a tutti, per quanto riguarda il cristallino, io sono stato operato dal Prof. Rizzo del Santa Chiara di Pisa e l’intervento (fissaggio scheletrico) è andato bene. Comunque al Careggi di Firenze c’è un Centro Marfan (responsabile Prof.ssa Pepe).

  27. raffaela Says:

    Salve
    Giuseppe ti consiglio di andare a pavia dalla dottoressa Arbustini perchè è l’unico modo per escludere il Marfan..Se sei su Facebook affacciati alla pagina Sindrome di Marfan e avrai tutte le informazioni necessarie al caso Marfan

  28. michele Says:

    Ciao a tutti ho il petto lievemente carenato e le cose con le mani mi riescono, ma il cardiologo mi ha detto che per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare non ho niente (ho fatto ecocardiogramma e altri esami) voi che ne pensate? Inoltre ho una lieve miopia, ma i piedi non sono piatti.

  29. Caro Michele, la presenza sporadica di alcuni dei segni della malattia non significa per forza averla: se rileggi attentamente l’articolo troverai quali sono i criteri necessari per porre il sospetto della Sindrome e in che combinazione devono essere presenti.

  30. Elisabetta Says:

    Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni e sono affetta dalla sindrome di Marfan. Sinceramente apparte un pò di stanchezza non sento particolarmente il peso di questa patologia se non per la vista (ectopia lentis): quello è un grandissimo ostacolo per me, spesso mi impedisce di fare le cose che normalmente fanno tutti e mi crea non poche difficoltà e questo mi distrugge.. volevo sapere se conoscevate un centro, anche all’estero, (dato che in Italia mi hanno sconsigliato tale operazione perchè effettuata di rado quindi con maggiori probabilità di rischio) dove fanno questo tipo di operazione.
    Inoltre mi piacerebbe avere il contatto di qualcuno di Voi con la mia stessa sindrome perchè potrebbe essere d’aiuto conoscere qualcuno che è nella mia stessa situazione.
    Ringrazio anticipatamente

  31. Ciao, io ho 37anni e per il problema della vista sono stato operato dal Prof. Stanislao Rizzo a Pisa. L’intervento è andato bene: è intervenuto con un FISSAGGIO SCLERALE(??! )della lente intraoculare IOL.Adesso NON USO più gli occhiali per guidare( con tanto di certificazione del medico della Motorizzazione Civile ) di cui però necessito per la lettura( come le persone anziane ).
    Ti segnalo che ho dei fastidiosi riflessi visivi quando guido di sera: su questi però non si può fare ancora niente. Con questa lente particolari effetti 3D al cinema on vengono percepiti. Io sono molto contento del risultato di questa operazione e ti consiglierei di fare una visita dal Prof. Stanislao Rizzo presso la Clinica San Rossore di Pisa.
    Ciao ed in bocca al lupo.

    Federico D.

  32. antonella Says:

    Ciao, sono antonella. Vorrei sapere di più su questa sindrome, dato che ho mio figlio di 9 anni è molto alto e tende una postura molto scorretta…..e da qualche mese che avverte mal di collo…..io sono molto fragile, sono caduta in depressione, ma leggendo quello che avete scritto sopra su questa malattia…non corrisponde a nulla ne vista e ne malattie cardiache………cosa devo fare?

  33. interessante purtroppo per me questa sindrome l’ho scoperta dopo che la mia aorta è scoppiata a saperlo prima magari…………………………………………….

  34. @ Antonella: una statura alta e una postura scorretta da sole non indicano necessariamente una Marfan. Ad ogni modo consulta il tuo Pediatra per ulteriori informazioni.

  35. Salve, forse potrei apparire fuori luogo nel commentare qui. Però questo è l’unico articolo che mi ha fornito una spiegazione un pò chiara sull’ectasia durale. Ho da 18 mesi una neuropatia periferica che non mi da pace, dopo diverse visite è stato finalmente il neurologo a elaborare tale diagnosi, 2 mesi fà, dopo aver svolto RM lombosacrale, che evidenziava una condizione di abnorme dilatazione del sacco durale. Tale condizione genera la neuropatia di cui soffro. Dalla RM non emergono segni di malformazioni o altro, certo non si capisce la causa di tale dilatazione. Quest’ultimo aspetto mi lascia un poco perplesso.

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