Archivio per rinite atrofica

Ozena

Posted in Otorinolaringoiatria with tags , on 15 marzo 2012 by atlantemedicina
Ozena - Rinite atrofica (tratto da "Pocket Atlas of the Nose and Paranasal Sinuses")

Ozena - Rinite atrofica (tratto da "Pocket Atlas of the Nose and Paranasal Sinuses")

L’ozena è una particolare forma di rinopatia atrofica, caratterizzata da una atrofia della mucosa e dello scheletro delle cavità nasali (in particolare a livello dei turbinati inferiori).

La mucosa non si ulcera, ma è sottile e disfunzionale: di conseguenza le secrezioni nasali sono particolarmente secche e tendono a dar vita a croste giallo-verdastre, poco aderenti, che emanano un tipico fetore molto intenso, quasi insopportabile, sebbene il paziente spesso non se ne renda conto (sia per l’adattamento all’odore che che per l’atrofia della mucosa olfattiva). L’ozena è spesso una manifestazione a ricorrenza familiare, è più frequente negli asiatici e nelle donne, e solitamente si presenta alla pubertà, anche se nell’infanzia può essere preceduta da un processo di rinite cronica muco-purulenta, resistente a ogni terapia convenzionale. Le manifestazioni cliniche dell’ozena tendono a risolversi in età senile, nonostante persista il quadro di atrofia della mucosa e dello scheletro delle cavità nasali.

Ma a cosa è dovuta l’ozena? Nessuno lo sa con certezza… tra le varie ipotesi una colonizzazione da parte di batteri particolari produttori di tossine in grado di danneggiare la mucosa (Pasteurella multocida e Bordetella bronchiseptica) e una anatomia delle cavità nasali predisponente (cavità nasali particolarmente ampie), ma più probabilmente entrambi i fattori giocano un ruolo nella patogenesi di questa curiosa condizione delle cavità nasali.

Dal punto di vista anatomopatologico nell’ozena si osserva una marcata metaplasia con trasformazione dell’epitelio ciliato in epitelio piatto pluristratificato, povero di cellule ciliate e di cellule mucipare. Nella sottomucosa si osserva una flogosi cronica che porta alla fibrosi, riducendo il letto vascolare anche a livello del periostio (con conseguente atrofia sia della mucosa che dell’osso).

La diagnosi è comunque clinica, e la terapia si basa sulla rimozione meccanica delle croste (diluendole con tamponi o lavaggi tiepidi appositi). Si può anche tentare la terapia antibiotica locale, che non è però risolutiva.

Per approfondire, leggete questo articolo che descrive un modello animale di rinite atrofica:
1991 – Ackermann – Experimental Model of Atrophic Rhinitis in Gnotobiotic Pigs

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