Eponimi ed Etimologia in Medicina


Eponimi ed etimologia

Eponimi ed etimologia

Con Eponimo (dal greco epónymos – epí “sopra” e ónyma “nome”, cioè “soprannominato”) si intende il nome di un personaggio, che dà il proprio nome ad una città, un luogo geografico, un periodo storico, un movimento artistico, ma anche a scoperte, studi, leggi scientifiche, teoremi matematici (viene dato loro  il nome dello scopritore o inventore).

L’Etimologia (dal greco ètymon “vero, intimo significato della parola” e lògos “studio, discorso”) è la scienza che studia l’origine e la storia delle parole.

Dall’idea del nostro lettore Dark Morning e con la sua collaborazione, nasce questo speciale, per farci conoscere (ed evitarci figuracce con pronunce sbagliate) gli eponimi più utilizzati in Medicina e l’etimologia di molti termini tecnici. Come gli altri speciali di AM, crescerà con il tempo, con le nostre e le vostre segnalazioni.

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Argomenti postati al 13/10/12:

Ascite, Anderson e Fabry, Batraciano, Chagas, Louis, Luschka e Magendie, Paget, Purkyně

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– Lista di eponimi nella versione inglese di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_eponymous_diseases

Anderson e Fabry [di Dark Morning]: La Malattia di Anderson-Fabry, che è già stata trattata in un articolo di questo blog, nasconde una caterva di eponimi nascosti: Anderson, Klionsky, Pompen, Ruiter, Sweeley, Wyers… ma parleremo solo del primo della lista: William Anderson, dermatologo e chirurgo londinese del secondo ‘800, di altissima statura intellettuale. Caso curioso, prima di ricevere una formazione medica, ne ebbe una artistica, e si specializzò proprio nel disegno anatomico ottenendo eccellenti risultati. Riuscì a coniugare i suoi primi anni da chirurgo (al Saint Thomas, nuova clinica sulla riva del Tamigi) al lavoro di illustratore anatomico: i suoi studenti sbalordivano davanti alla sua capacità di disegnare con entrambe le mani sulla lavagna!! Ma una svolta giunse quando, a 31 anni, raccolse armi e bagagli e si trasferì in Giappone, rispondendo ad un annuncio dell’Imperial Naval Medical College di Tokyo, e diventando lì professore di Anatomia e Chirurgia. Imparò presto il giapponese, tanto da insegnare senza ausilio di interpreti, e il suo animo artistico fu sedotto dall’arte nipponica. Accumulò una collezione ricchissima di lavori artistici tra libri, incisioni, stampe e dipinti che documentavano la storia e lo sviluppo dell’arte giapponese. Essa fu poi venduta da Anderson al British Museum e tuttora costituisce il fulcro della sezione Orientale del famoso museo. Quando ritornò a Londra (peraltro col titolo di Cavaliere dell’Ordine del Sole Nascente), la sua carriera era ormai in ascesa. Ben presto diventò un professore autorevole, e studenti/colleghi giapponesi viaggiavano fino in Inghilterra per seguire le sue lezioni. Mantenne intatto il suo interesse per il Sol Levante, diventando presidente della Japan Society of London.
Fu a questo punto, nel finire del’ottocento, che alla sua osservazione giunse un maschio di 39 anni con eruzioni cutanee sul tronco e sui genitali, albuminuria, varicosità venose e sanguinamento rettale. Intuendo una vasculopatia generalizzata, Anderson chiamò questa affezione “angiocheratoma corporis diffusum universale“. Proprio nello stesso anno in Germania Johannes Fabry osservava la stessa malattia, stavolta su un ragazzino e chiamandola “porpora haemorrhagica nodularis“. Ma lo stesso Fabry, evidentemente soggiogato dalla superiorità accademica del suo collega (oltretutto più anziano), riconobbe in suo articolo del 1915 la più esatta dizione di Angiocheratoma corporis. Questo dermatologo tedesco continuò ad interessarsi a lungo della malattia, esaminandone anche casi autoptici, e guadagnandosi così l’eponimo su di essa. Tirando le somme, forse dovremmo correggere le nostre abitudini studentesche e chiamare questa affezione vascolare come Malattia di Anderson-Fabry.
Se non abbiamo dubbi sulla pronuncia di Anderson, come comportarci con Fabry? In tedesco questa parola si pronuncia così come si legge: “fabri“; ma la situazione è più ambigua di quanto si pensi: l’insolita presenza della y in un cognome tedesco è dovuta ai natali di Fabry, in una piccola città vicino Colonia ma a cavallo dei confini con il Belgio. Che questo cognome sia di omportazione belga come le birre? In tal caso andrebbe pronunciato con il caratteristico accento finale. Impossibile dare un univico responso!

– Ascite: dal greco “askòs”, cioè otre. Si riteneva infatti che coloro che erano dediti a bere vino tendevano ad assumere la forma dell’otre che lo conteneva!

– Batraciano: dal greco “batrachos”, cioè rana. Tale aggettivo si utilizza per descrivere l’addome del paziente con versamento ascitico in cavità peritoneale, che tende a disporsi sui fianchi in posizione supina, provocandone la distensione facendo somigliare l’addome del povero paziente a quello di una rana (vedi un esempio cliccando QUI)

Chagas [di Dark Morning]:
Carlos Justiniano Ribeiro Chagas… vi dice qualcosa? Forse se dico Trypanosoma Cruzi, ricorderete che questo protozoo causa il Morbo di….Chagas. Questo medico brasiliano detiene un brillante primato: fu l’unico caso (e lo è ancora) nella storia della Medicina, nel quale un unico ricercatore descrisse completamente una nuova malattia infettiva: l’agente eziologico, il vettore, l’ospite definitivo, il quadro clinico e l’epidemiologia. Fortemente influenzato dallo zio, un seguace dei metodi di Lister, a 18 anni si iscrisse a Medicina, a Rio de Janeiro; ne uscì con una tesi sulla malaria. Il suo destino era infatti combattere l’endemia che affliggeva i brasiliani più poveri. Nel 1905, ancora fresco di laurea, si occupò della prima campagna di profilassi antimalarica efficace nella storia della lotta alla malattia. Il suo metodo si basava sullo studio minuzioso della trasmissione, e la sua prevenzione: carta vincente in Infettivologia, come sappiamo oggi. Usando il piretro sopratutto nelle abitazioni dei malati, ottenne il sorprendente calo dei contagi.
Si spostò ancora, presso l’accampamento degli operai che stavano costruendo una ferrovia. Lì visse due anni in un vagone-ambulatorio (!!!) e lì scoprì l’esistenza di alcune cimici che, di notte, uscivano dalle crepe nelle pareti delle case e si arrampicavano sui volti degli abitanti per succhiarne il sangue. Scoprì, nell’intestino e nelle feci di questi insetti, il parassita che chiamò Trypanosoma Cruzi, in onore del suo maestro Oswaldo Cruz. Successivamente Chagas segnalò il primo caso di forma acuta di una nuova malattia: trovò lo stesso parassita che aveva scoperto tempo prima, nel sangue di una bambina. Dimostrò che quel parassita (che aveva scoperto ben prima della malattia correlata, altro primato raro in Medicina!) era la causa di una malattia molto comune nel Brasile (condusse un centinaio di autopsie di soggetti affetti). Mentre scopriva il Trypanosoma cruzi, Chagas descrisse, nei polmoni di alcune scimmie di laboratorio, anche ciò che considerò uno degli stadi evolutivi del T. Cruzi. Successivamente Antonio Carini e Delanoë riconobbero quel protozoo come appartenente a un nuovo genere: Pneumocystis Carinii (attualmente Jirovecii: si è rivelato essere un fungo!). Ammettiamolo: la tentazione di pronunciare il cognome di questo pioniere alla “francese”, ovvero “sciagà”, ha colto spesso me e i miei colleghi. E invece, secondo la dizione portoghese, faremmo bene a imprimere nella memoria: “Sciàgasc“.
Ulteriori notizie su questo medico, a cui sono stati conferiti premi prestigiosi (e due “nomination” al Nobel!), le trovate qui:
– http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/2757.html 
http://en.wikipedia.org/wiki/Carlos_Chagas

Louis [di Dark Morning]:
Antoine Louis, grande personaggio della medicina francese a cavallo della Rivoluzione (1723-1792); oltre ad eccellere nella Medicina, è stato prima di tutto un chirurgo, educato a questa professione da suo padre, che era nell’esercito. Una volta guadagnato un posto di rispetto nella Salpêtrière di Parigi, si preoccupò di sdoganare la figura del chirurgo, fino ad allora considerata una specialità da barbiere e un lavoro tipicamente da campo di battaglia. Lo fece in maniera esemplare, nel momento in cui potè accedere alla Académie Royale de Chirurgie di diritto…scegliendo di presentare una tesi sulla Malaria e di discuterla in Latino, al pari dei colleghi medici, dimostrando finalmente che anche un chirurgo poteva avere la formazione e la cultura di un medico! Soltanto dopo Louis, “medico” e “chirurgo” potranno giustamente essere una persona sola, e una persona colta e di prestigio. Si può praticamente affermare che Louis è stato il primo laureato in Medicina e Chirurgia! A parte dunque il lavoro di chirurgo (sopratutto sul fronte) egli fece grandi cose da medico e da professore di fisiologia, spingendosi anche nel campo della medicina forense e dell’editoria (pubblicando saggi di storia e persino biografie di altri chirurghi famosi del suo tempo). E’ stato il vero padre della ghigliottina dal momento che ne progettò una ancor prima del più famoso Guillotine, tant’è vero che, per un breve periodo, la celebre pena capitale “più umana” è stata chiamata Louisette. Ma insomma, a parte questo, che c’entra Antoine Louis con gli Eponimi? C’entra…perchè è da lui che deriva il nome del famoso angolo sternale tra Clavicola e Sterno (che identifica il seondo spazio intercostale), che prima di “Angolo del Louis” veniva detto “Angulus Ludovici“. E anche qui, la nota “sgamo”: abbiate il coraggio di correggere i prof (tanti) che parlano di “angolo del Luis“, come se si trattasse di un eponimo inglese: si dice “angolo del Luì“, perchè Louis era francese! Se invece volete saperne di più su questo grande scienziato, consultate Wikipedia:
(http://en.wikipedia.org/wiki/Antoine_Louis)
o Whonamedit:
(http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/2276.html).

Luschka e Magendie[di Dark Morning]:
Chi ha avuto a che fare con la neuroanatomia, e con lo studio dela circolazione liquorale, si è prima o poi imbattuto in questi due nomi, ricordabilissimi quanto ostici: Luschka e Magendie. Ma come si pronunciano? E sopratutto, chi erano sti tizi? Sorprendentemente (in ambito anatomico), Hubert Luschka ha assegnato il suo nome ai celebri forami solo negli anni 60 dell’800, piuttosto recentemente per le tempistiche anatomiche! Negli stessi anni ha cominciato a fregiarsi del titolo nobiliare “von” nel cognome. Al suo nome è legato non solo il celebre paio di fori laterali del quarto ventricolo, ma anche le cripte mucose della cistifellea, le articolazioni sinoviali uncovertebrali del rachide cervicale, un dotto biliare accessorio (sovrannumerario), e un’altra decina di formazioni anatomiche (per la lista completa, passate ai link sottostanti!). Quest’uomo è stato un anatomista tedesco, esercitando all’università di Friburgo. La sua idea di anatomia era quella di una disciplina applicata alla chirurgia, alla medicina pratica: scopo ben evidente fin dal titolo del suo lavoro principale, “Anatomia Umana in considerazione dei bisogni della Medicina pratica“. E’ stato lui ad aver profetizzato l’uso di “lunghi aghi per manipolare gli organi interni prima di incidere ed aprire la carne”…qualcosa che fa immaginare la futura chirurgia mini-invasiva, che per sua stessa natura presuppone una conoscenza approfondita dell’anatomia normale. Difatti Luschka concentrava i suoi studi su cadaveri normali piuttosto che affetti da patologia, cercando di illustrare nelle sue numerose pubblicazioni aspetti specifici di anatomia normale, ad esempio della mano e della circolazione sanguigna del cervello. E dunque, come si pronuncia il suo cognome? Non certo “lusca” come si potrebbe credere, maccheronicamente. In tedesco, “sch” si pronuncia “sci”, come in “lasciare”…..ecco quindi che Luschka va chiamato “Lùscika“!! Per approfondire, consultate Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Hubert_von_Luschka o l’immancabile voce su whonamedit:
http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/2106.html

E per quanto riguardaFrançois Magendie? Al suo nome  sono legati il forame mediale sul tetto del quarto ventricolo (quelli di Luschka sono laterali, attenzione!), ma non solo…. c’è anche il Segno di Magendie (ad una determinata lesione cerebellare segue una rotazione infero-interna dell’occhio) e la Legge di Bell-Magendie (le radici anteriori dei nervi spinali contengono solo fibre motorie, le radici posteriori solo fibre sensitive). Nato alla fine del ‘700 in Francia, si trasferisce presto nella grande Parigi, dopo un’infanzia senza scuola (suo padre, influenzato dalla filosofia di Rousseau, lasciò i propri figli a crescere nel loro stato di natura!). Questo fatto avrà una forte impronta sul suo modo di intendere la Fisiologia e l’Anatomia, le branche che lo attireranno. Scettico di natura, sempre alla ricerca di prove e dimostrazioni empiriche, visive e in prima persona, non prestava ascolto alle regole e agli insegnamenti prestabiliti. Il suo tempo storico era ancora permeato da pregiudizi religiosi e non: per questo fu un medico e studioso rivoluzionario, che amava ripetere alle sue lezioni “sperimentate, sperimentate, e il resto verrà da sé“.
La sua scoperta più importante, la già accennata legge di Bell-Magendie, lo porterà ad essere fortemente contestato dagli inglesi pro-Bell… La storia si ripete: la scoperta è unica, gli uomini che vi giungono, indipendentemente, sono due…e…chi è stato il primo? Sicuramente Magendie giunse a scoprire le differenti nature delle radici spinali attraverso continue domande, dubbi, sperimentazioni, non dando per scontato nulla. Ciò che lo rendeva diverso dal pacato Bell, era la sua determinazione ad arrivare alla verità a qualsiasi costo. Famose erano le sue autopsie durante le pubbliche lezioni, sotto gli occhi timorosi degli studenti…come anche gli esperimenti poco ortodossi su animali vivi. Magendie è stato duramente condannato dai futuri scienziati anti-vivisezione. Ahimè, anche in questo caso la pronuncia del suo cognome è spesso fraintesa: forse influenzati dal collega tedesco Luschka, a cui si appaia nel nominare gli omonimi forami, molti lo nominano come “maghèndi”, ma è un errore grossolano: Magendie era francesissimo, e quindi va chiamato “Masciandì“, con la tipica sinuosità “sc-sc” della lingua francese. Per approfondire, consultate questo bell’articolo in italiano su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Magendie oppure un lungo e dettagliato articolo in inglese su whonamedit:
http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/2104.html

Paget [di Dark Morning]:
Cos’hanno in comune: l’epitelioma pagetoide, la sindrome di Bakwin-Eiger (Morbo di Paget giovanile), la sindrome di König, l’ascesso di Paget, il morbo di Paget, il carcinoma della mammella, e la sindrome di Schrötter? Come si intuisce, tutte sono legate a Paget, che al contrario di quanto vi hanno insegnato, non si pronuncia alla francese (“pagè”, con la g quasi strisciata) ma all’inglese (e quindi “pèiget”). E James Paget (1814-1899) non era un cittadino britannico qualsiasi, bensì addirittura Primo Baronetto della regina Vittoria, suo medico personale e quindi degno del titolo di Sir….. più inglese di così è impossibile!! Insieme a Virchow (di cui era buon amico), è considerato il padre della moderna patologia medica, anche per il largo e innovativo uso che ha fatto del microscopio. A lui si devono grandi progressi in campo oncologico e pure batteriologico, sia dal punto di vista “osservativo” sia da quello pratico, ovvero chirurgico. Come tutte le grandi menti, affondava i suoi interessi nei campi più disparati….giornalismo, botanica (con cui ha iniziato la carriera scientifica!), criminologia, divulgazione scientifica (era un grande oratore!). Per info più dettagliate, cliccate su
http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/283.html
o consultate Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Paget

– Purkyně [di Dark Morning]:
Jan Evangelista Purkyně, scienziato ceco (1787-1869), noto per aver scoperto le cellule del cervelletto che portano il suo cognome, che si pronuncia “purchìnie” (in caratteri fonetici “purkɪɲɛ”). Potete ascoltare la corretta pronuncia di nome e cognome di Purkyně a questo link: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2c/Cs-Jan_Evangelista_Purkyne.ogg. Se invece volete saperne di più su questo grande scienziato, potete consultare Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Evangelista_Purkyně) o Whonamedit (http://www.whonamedit.com/doctor.cfm/2935.html). Volevo solo aggiungere che Purkyně non lo troverete praticamente MAI scritto così sui libri, perchè col tempo (e penso anche per favorire la pronuncia corretta) è stato traslitterato in Purkinje. Il risultato è che i miei prof lo prununciavano “purchinì”, dciamo alla francese, mentre alcuni miei colleghi lo pronunciavano “purchìnge”, alla maccheronica.. Ulteriore aggiunta: la seconda scoperta più ricorrente nei nostri studi è quella delle fibre cardiache di conduzione appunto di Purkinje… come tanti altri grandi della medicina, è stato uno scopritore prolifico e dai mille tentacoli.

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2 Risposte to “Eponimi ed Etimologia in Medicina”

  1. …..il mio primo contributo!
    emozione ed imbarazzo! 🙂

    volevo solo aggiungere che Purkyně non lo troverete praticamente MAI scritto così sui libri, perchè col tempo (e penso anche per favorire la pronuncia corretta) è stato traslitterato in Purkinje.
    il risultato è che i miei prof lo prununciavano “purchinì”, dciamo alla francese, mentre alcuni miei colleghi lo pronunciavano “purchìnge”, alla maccheronica…..
    insomma, questo è solo il primo di una lunga lista di confusioni&comicità!

    ulteriore aggiunta: la seconda scoperta più ricorrente nei nostri studi è quella delle fibre cardiache di conduzione appunto di Purkinje…..come tanti altri grandi della medicina, è stato uno scopritore prolifico e dai mille tentacoli.

    good job, elisa!

  2. atlantemedicina Says:

    Aggiungo questi dettagli interessanti al post! 😉

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