Archive for the Cardiologia Category

ECG, questo sconosciuto – 2

Posted in Cardiologia with tags , on 23 ottobre 2008 by atlantemedicina

Torniamo a  parlare di ECG. Nel primo post abbiamo esaminato la carta millimetrata e l’aspetto e il significato delle onde e del QRS classico. Vediamo ora alcuni esempi delle derivazioni (ricordate che aVR è uguale e opposto a D1 e che ogni derivazione registra un impulso con un’onda positiva se vede venire l’onda verso di sè):

Derivazioni bipolari

Derivazioni bipolari

Derivazioni unipolari aumentate

Derivazioni unipolari aumentate

Derivazioni unipolari toraciche

Derivazioni unipolari toraciche

Ma cosa vediamo all’ECG? Nel soggetto normale si riconosce facilmente il cosiddetto RITMO SINUSALE (che prende origine dal nodo del seno). Tale ritmo si riconosce per:
– costante presenza di ONDE P di morfologia normale e 0,12 secondi di duranta, positiva in tutte le derivazioni, tranne che in aVR; 
QRS di frequenza COSTANTE (intervallo costante tra due R successive), morfologia normale e 0,10 secondi di durata. Ogni QRS è preceduto da un’onda P;
– intervallo PR di 0,12-0,2 secondi di durata;
– frequenza cardiaca compresa tra 60 e 100 bpm (se >, TACHCARDIA SINUSALE, se < BRADICARDIA SINUSALE).
ST isoelettrico (non sopra o sottoslivellato).

Con l’ECG si può anche ricavare la posizione dell’asse cardiaco, che normalmente è tra 0 e 90°. (se < è deviato a sx, se > a dx) Come si valuta l’asse? Si rileva una derivazione con QRS difasico (mezza deflessione negativa e mezza positiva): questa derivaz è perpendicolare al vettore che rappresenta l’asse. Quindi si individua la derivazione perpendicolare alla derivazione rilevata, e se in questa R è +, il vettore cardiaco è orientato nel suo stesso verso, altrimenti in senso opposto. Se non si individua alcuna derivazione difasica si cerca la derivazione con la R più +, e quella sarà la derivazione parallela al vettore.

Una delle alterazioni dell’ECG che si riscontra con maggior frequenza, soprattutto nei giovani, è la cosiddetta ARITMIA RESPIRATORIA: gli intervalli RR ciclicamente aumentano e diminuiscono di durata, e ciò è dovuto all’influenza della respirazione sull’attività cardiaca: il centro del respiro tramite iun meccanismo riflesso, in cui è coinvolto anche il seno carotideo, provoca un rallentamento della FC. D’altro canto con l’inspirazione aumenta il ritorno venoso e il cuore deve smaltire più sangue, mentre con l’espirazione la pressione venosa aumenta e quindi diminuisce il ritorno venoso.
L’aritmia respiratoria può essere rilevata facilmente anche palpando i polsi. Ecco un esempio:

Aritmia respiratoria (archivio personale)

Aritmia respiratoria (archivio personale)

ECG, questo sconosciuto – 1

Posted in Cardiologia with tags , on 10 ottobre 2008 by atlantemedicina

ElettroCardioGramma: esame strumentale di importanza enorme, che bisogna assolutamente conoscere e saper leggere. Parte oggi una serie di post dedicati a questo argomento (Dottor Carter, spero ti siano d’aiuto!).

Partiamo dalle basi. Cos’è l’ECG? L’elettrocardiografia è una tecnica strumentale che permette di descrivere le variazioni di campo elettrico derivanti dagli scambi ionici legati alla contrazione cardiaca, riportandoli su carta millimetrata.
Anche questa va conosciuta: al qudretto grande, di 5 mm, corrisponde un periodo di 0,2 secondi (ognuno dei quadrettini -1mm- al suo interno vale 0,04 secondi). Ciò ci permette di calcolare facilmente la frequenza cardiaca (FC): basterà contare quanti quadretti grandi sono compresi tra due QRS, moltiplicarli per 0,2, e poi dividere 60 per il risultato ottenuto (per esempio, due quadretti tra due QRS, quindi 2×0,2=0,4, poi 60/0,4= 150 battiti al minuto). Altrimenti, possiamo farci un’idea a prima vista della FC considerando che se i QRS si susseguono a distanza di un quadretto grande, si ha una FC di 300, se di 2, 150, se di 3, 100, se di 4, 75, e se di 5, 60.

Carta Millimetrata - Caratteristiche e FC

Carta Millimetrata - Caratteristiche e FC

Ed ecco come appare un ciclo cardiaco all’ECG, e a cosa corrispondono le varie onde generate durante il ciclo cardiaco: 

Ciclo cardiaco all'ECG

Ciclo cardiaco all'ECG

ONDA P: corrisponde alla depolarizzazione degli atri.

TRATTO PQ: corrisponde alla conduzione dello stimolo dagli atri ai ventricoli. Normalmente è di circa 0,12 – 0,20 secondi.

COMPLESSO QRS: corrisponde alla depolarizzazione dei ventricoli e dura circa 0,08 secondi. L’ONDA Q corrisponde alla depolarizzazione del setto, l’ONDA R a quella degli apici dei ventricoli, l’ONDA S a quella delle basi dei ventricoli.

TRATTO ST: corrisponde alla totale attivazione dei ventricoli.

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Soffio…colpevole o innocente?

Posted in Cardiologia with tags , , on 2 ottobre 2008 by atlantemedicina
Soffio Sistolico

Soffio Sistolico

Quante volte abbiamo sentito parlare in ambito pediatrico di soffi fisiologici o innocenti? Si tratta in effetti di un fenomeno molto comune nelle prime epoche della vita e del tutto fisiologico, dovuto alla turbolenza del sangue, particolarmente evidente nel bambino, specie se febbrile, anemico o ipertiroideo.

Ma come riconoscere il soffio fisiologico? Basta ricordare le sue caratteristiche:

1) è un soffio proto-meso sistolico;
2) si apprezza meglio nel focolaio d’auscoltazione della mitrale;
3) non si diffonde (mentre i soffi patologici si possono auscultare anche, rispettivamente: se dovuti ad alterazione della valvola aortica alle carotidi, se della mitrale all’ascella, se della polmonare al dorso);
4) si tratta di un soffio di intensità 1-2/6;
5) si modifica con la postura: tipicamente si apprezza a paziente supino, ma scompare nel momento in cui il paziente viene fatto sedere (mantenendo il fonendo in sede). Ciò è dovuto al cambiamento di pressione sistolica che si verifica col cambiamento di posizione e che riduce la turbolenza del sangue, impedendo, quindi, che venga generato il soffio.