Aforismi in Medicina


“SIGNORA: Io ho un dolore qui e al mattino viene pian pano, al pomeriggio diventa forte forte, la sera ritorna piano, e la notte ridiventa forte forte. Che sarà dottore?
MARDOCHEO: Un pianoforte.
SIGNORA: Ma come? Ho un pianoforte in petto?
MARDOCHEO: Noialtri medici sintetizziamo i termini. La vostra malattia noi la chiamiamo malattia del piano forte.
SIGNORA: E che cosa sarebbe?
MARDOCHEO: E` il cuore che trovasi a contatto col velopendolo asciatico, gonfia i variscecoli e la moscia.
SIGNORA: Ma io non ho capito nulla.
MARDOCHEO: Nemmeno io.
NIK: Vede, Signora, è la vera scienza. Non bisogna mai capire nulla.
MARDOCHEO: Guai se l`ammalato capisse qualcosa! Allora i medici che ci starebbero a fare?”

[“La banda delle gialle”, di Paolo Rampezzotti]

“Ogni medico si porta dentro un piccolo cimitero, dove di quando in quando va a pregare… un luogo di amarezza e rimpianto dove cercare una spiegazione ai suoi fallimenti”.

[R.Leriche, La philosophie de la chirurgie]

“[…] mi rendo conto sempre di più che non posso entrare in ospedale pensando di non sorridere: il sorriso è troppo prezioso; loro sentono terribilmente il sorriso, perché dice che non stanno sopravvivendo solo per morire più tardi, solo perché il loro corpo si rifiuta di lasciare la presa ma perché possono ancora ricevere e possono ancora dare […]”.

[Mentepreziosa – “Il Maresciallo se n’è andato” sul blog Notti di Guardia]

“My journey in pediatrics has been lit by the laughter of children, but the moments where they cry or suffer bear a turbulent burden on my soul. Nobody teaches a physician how to deal with the emotional consequences of being involved in such poignant moments.”

[Ahmad Bailony, “Nobody teaches a physician the emotional consequences of medicine” on KevinMD blog]

“Esiste però una forma di furto assai più nobile e creativa. In ogni lavoro c’è un dato centrale, su cui l’autore e il lettore medio concentrano l’attenzione, e dei dati minori, marginali; in ogni laboratorio c’è la tecnologia nuova, che potrebbe essere impiegata al servizio di un’ipotesi originale; in ogni congresso, assieme al già visto e al già sentito, assieme al turismo e alla noia, c’è però l’osservazione eccentrica, sicuramente vera ma inverosimile o inspiegabile in base alle conoscenze disponibili. Il buon ricercatore sa trovare le perle nel letamaio, e fare di quella osservazione altrui lo spunto per un’elaborazione profonda: la benzina da mettere nel suo proprio motore intellettuale che gli serva per intraprendere un itinerario mentale originale.”

[Eugenio Picano – “La dura vita del beato porco”]

“La medicina è un’arte che esercitiamo in attesa di scoprirla.”

[Émile Deschamps 1791-1871]

“Bad digestion is the root of all evil.”

[Ippocrate 460 – 377 a.C]

“You know what day tomorrow is? It’s friday, and there’s gonna be more patients to come in, who need you to save them. Someone’s mother, someone’s kid, someone’s husband. They need you to save them cause they’s can’t save themselves. So learn from this, better yourself, and you will be better for next time.”

[Meredith Grey – Grey’s Anatomy 11×21]

“Lasciate che il vostro cibo sia la vostra medicina”

[Ippocrate 460 – 377 a.C]

“La paura è buona, la paura ti tiene lontano dall’essere un dottore a metà. Il trucco è non lasciarsi paralizzare.”

[Dott. Cox – Scrubs episodio 4×04]

“On the dark and discouraging days, knowledge of medical history reminds us of our potential for progress, affirms that victories are possible, and restores our faith in humanity’s ability to achieve beautiful and marvelous things…”

[Top 10 Reasons Why Studying Medical History Will Make You a Better Doctor: http://www.schulich.uwo.ca/medicine/undergraduate/ume-blog/articles/2015/03/30/icymi-top-10-reasons-why-studying-medical-history-will-make-you-a-better-doctor]

“Prima di richiedere un esame decidete che cosa farete se a) è positivo e b) negativo. Se la risposta è la stessa, non fate l’esame.”

[Archibald Cochrane – 1909-198]

“E’ molto più importante sapere che tipo di persona ha quella malattia, piuttosto che sapere che tipo di malattia ha quel paziente – It is much more important to know what sort of a patient has
a disease than what sort of a disease a patient has.”

[Sir William Osler – 1849-1919]

“Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri. I suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri.”.

[Paracelso – 1493-1541]

“…Doctors motor through clinic, surgery, and hospital rounds with a full bladder, an empty tummy, and a dry mouth because we consume no fluids for hours. Because we can. Because we feel guilty sometimes when we take a moment to ourselves. Because people are waiting…”.

[Starla Fitch – The secret lives of doctors – http://www.kevinmd.com/blog/2014/07/secret-lives-doctors.html]

“Se all’ammalato non porti l’amore, le medicine non serviranno a niente”.

[Padre Pio]

“Noi abbiamo scelto di essere queste persone… e dico essere perché essere un medico non è un lavoro, è molto di più.”.

[da “Medici in Italia“, lettera alla Stampa del 6/11/14]

“A brief, but patient illness / An hour to prepare
And one below, this morning / Is where the angels are”
(Una breve, ma paziente malattia / Un’ora per prepararsi
E una quaggiù, stamane / È dove sono gli angeli)”.

[da “A brief, but patient illness” di Emily Dickinson]

“Curare la malattia è il compito del medico, trattare con i pazienti è quello che manda il medico in depressione”.

[dal telefilm Dr. House – Segnalato da Fabrizio]

“Non ci sono sogni più strani di quelli fatti nelle notti delle settimane di tirocinio. Sono popolati di camici spiegazzati, emergenze improbabili e scambi di ruolo tra studente e paziente. Ci si sveglia sudati, frementi e con i muscoli strizzati dal “girarrosto” notturno. – Saprò abbastanza? Mi chiederanno tanto? Mi cazzieranno? Qualcuno abbia pietà di me! -“.

[Pills – “Didattica, cura e sogni” sul blog Notti di Guardia]

“Più vado avanti e più mi accorgo che la medicina senza empatia è niente. È scienza vuota. Arte senza colori. È come un quadro in bianco e nero: non riesce ad esprimere il massimo della intensità della realtà; è limitata rappresentazione della realtà”.

[Alessio Minuzzo – “Maledetta Empatia” sul blog Un dottorino (e le sue fughe di idee)]

“Il principale compito dei medici è quello di curare il dolore e alleviare la sofferenza. Parliamo spesso di queste due entità come se fossero la stessa cosa. In realtà sono molto diversi: il dolore è un’afflizione del corpo. La sofferenza è un’afflizione dell’io, uno stato specifico di stress che si verifica quando l’integrità della persona è minacciata o lesa”.

[Eric Cassell]

“E così dicono che dei nostri pazienti, uno su tre muore qui. Ma ci sono giorni in cui va anche peggio, e in giorni così il meglio che si possa sperare è di aver imparato qualcosa. Qualunque cosa. Anche di poco conto, anche solo a prendersi il tempo per sdraiarsi sul prato e pensare a tutte le cose che devi ancora fare”.

[J.D. – Scrubs episodio 1×04]

“In fondo, la medicina non può consolare, ma aiuta a raccontare la storia definitiva di una vita. Sapere come una persona è morta rende più facile ricordare com’è vissuta. E una volta che la medicina ha finito di fare quanto può, sono le storie che vogliamo e, da ultimo, tutto quello che abbiamo”.

[Lisa Sanders – “Ogni Paziente Racconta la sua Storia – L’Arte della Diagnosi” – Einaudi 2009]

“All doctors are told that the journey in medicine doesn’t teach them just science; it teaches them life in its entire splendor. It teaches them to cope with drama, to hold back their tears, to control their laughter, to understand grief, to empathize, to sympathize, to be skillful, more tactful, and to smile, to think beyond, to reason within and finally maintain morality within a scientific framework. It expects one to emote and feel, at the same time, that one is expected to be emotionless. In short, you’re expected to be human but yet not so human. Be a human that will not scream”.

[Dr. Bharath Reddy – “Being human… but yet not so human!”, nota su Facebook del 01/03/14]

“A volte ho paura del mio lavoro. A volte penso che esponga la mia anima, e la lasci nuda di fronte a tutte le emozioni, belle e brutte, della vita. […] Che persone siamo noi medici? A volte penso che siamo persone terribili. Perchè nessuno permette alla propria anima di essere cosi frustata e maltrattata. Con che coraggio ogni giorno comunichiamo diagnosi terribili ai nostri pazienti, alle loro famiglie, per poi impacchettare il dolore, portarlo in fondo allo stomaco, e domani ricominciare di nuovo, ancora, e ancora, e ancora. Chi sceglierebbe un lavoro del genere? Chi continuerebbe ad amarlo, e a mettere in scacco tutto il resto, per qualcosa di simile?

[Gio – dal blog Notti di guardia – Il testo completo su: http://nottidiguardia.it/black-out/]

“Se ho avuto più successo di tanti altri, è solo perché nelle mie peregrinazioni nei campi della Medicina ho avuto la fortuna di imbattermi in una regione dove l’oro era ancora sparso per le strade…”.

[Robert Koch – da “Medici nella storia” di Luciano Sterpellone]

“Dio, colma la mia anima d’amore per l’arte e per tutte le creature. Sostieni lo sforzo del mio cuore perché esso sia pronto a servire il povero e il ricco, l’amico e il nemico, il buono e il cattivo. Fa che i miei ammalati abbiano fiducia in me e nella mia arte. Allontana da me l’idea ch’io possa tutto. Dammi la forza, la volontà e l’occasione di estendere sempre più le mie conoscenze. Io posso oggi scoprire nel mio sapere cosa che non sospettavo ieri, giacché l’arte è grande e lo spirito dell’uomo va sempre più avanti”.

[Preghiera del Medico di Maimonide – da “Medici nella storia” di Luciano Sterpellone]

– Jhg: “Ho una sola cosa, proprio come lei”.
– House: “Davvero? Mi conosce meglio di quanto io conosca lei”.
– Jhg: “La vedo zoppicare. Le vedo l’anulare senza anello. E quella sua natura ossessiva parla chiaro. Non si rischia la galera e la professione per salvare uno che non vuole essere salvato se non si è spinti da una cosa. Quella cosa. La ragione per cui la gente normale ha figli, famiglia, hobby e così via… è perché non conosce quella cosa speciale che dà una sferzata al tuo cuore. Per me è la musica, per lei è questo. La cosa che tartassa la tua mente, che ti lascia fuori dal cerchio dei normali. Sì, noi siamo grandi, siamo i migliori. Quello che ci manca è tutto il resto. Una donna che ci aspetti davanti ai fornelli con un drink e un bacio. Quello noi non l’avremo mai”.

[da “Dr. House” – Episodio 1×09]

– “E lei quando ha mangiato, dottoressa? – Sorrise. – I medici non fanno pasti normali come tutti gli altri. Mangerò un boccone alla mensa.”

[da “Tre vite un amore” di Barbara Wood]

– “Per favore, vivete una vita sana – La medicina è una scienza imperfetta.”

– “La vita è un tale miracolo ed è così belo essere vivi che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto!”

[da Salute! di Patch Adams]

– “Le visite a domicilio sono così significative per la mia pratica medica, che considero la storia medica di un paziente dolorosamente incompleta, senza averne fatta almeno una. La casa di una persona è unica così come i suoi geni. Può dire molto della malattia di una persona e ancora di più del suo stato di salute. La casa è l’altare per i suoi dei: mobili, fotografie, musica, libri, hobby. In effetti, tutto quello che riguarda un individuo ha una qualche espressione nella casa.. Uno sguardo in cucina, nell’armadietto delle medicine, o nel soggiorno,possono dirvi quanto una misurazione della pressione o un esame del sangue, magari anche di più. Ci potrebbero volere giorni in domande per scoprire solo una parte di quello che una visita a domicilio può. rivelare.”

[da Salute! di Patch Adams]

– “La paura di essere perseguiti per negligenza è una delle peggiori tragedie della medicina moderna. Questa ladra della gioia nella pratica medica ha rubato l’umanità dei medici. La nostra società ci sta dicendo che non abbiamo il diritto di commettere errori. Dobbiamo avere il diritto di fare degli errori. La scienza medica è così imperfetta che è quasi impossibile sapere per certo, prima di trattare un paziente, quale sarà il risultato. Ogni terapia è sperimentale e ogni medico sollecito deve correre rischi, se vuole aiutare i suoi pazienti. L’incompetenza è un’altra questione: se un medico è incompetente, non dovrebbe praticare la medicina e basta.”

[da Salute! di Patch Adams]

– “Quando scrivete le vostre note bibliografiche, non dite che avete pubblicato oltre 200 lavori su riviste scientifiche. Dite che avete pubblicato 3 lavori che hanno fatto la differenza.”

[2013 – Richard Horton, direttore di “The Lancet”]

– “La salute si basa sulla felicità – dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura e nelle arti.”

[da Salute! di Patch Adams]

– “Mai avuto più di 300 pazienti. E come si fa se no? Io per vedere 3 persone ci metto un pomeriggio. Visitavo al massimo 15 pazienti alla settimana, e senza orari. E poi andavo a domicilio. Se mi telefonava uno con una voce un po’ così pigliavo ed andavo.”

[Enzo Jannacci – 1935 – 2013]

– “Qui, di vigilia, ad aspettare che sorga il sole, e qualcuno prenda il nostro posto. Che qualcuno controlli i nostri errori, e ci rassicuri che non saranno fatali. Ad aspettare il primo raggio di luce nel buio dei nostri dubbi, e che si alzi la nebbia, e venga giorno pieno a scaldarci.”

[PICU – tratto da Nottidiguardia.it – Per il testo completo clicca QUI]

– “E’ vero, siamo dei Guardiani, di eventi, storie, attimi fuggenti a volte così intensi e profondi da lasciare dei solchi nelle nostre anime.”

[TNT69 – tratto da Nottidiguardia.it – Per il testo completo clicca QUI]

– “In questa vita, noi medici siamo tra quelli a cui è stato affidato un compito umile ma obbligatorio: quello di alleviare il dolore che fa parte della vita; di toglierlo quando è possibile e di aiutare a sopportarlo quando è necessario. Sostenendo, così, ciascun uomo nel suo proprio cammino: un cammino personale di cui il progresso dell’umanità è, in qualche modo, la sommatoria.”

[Prof. Franco Panizon – 1925-2012]

– “Ciascuno ha diritto ad essere il migliore. Ciascuno può essere il migliore. L’etica professionale, il livello della professione, anzi il livello etico di un popolo è fatto di infinite piccole decisioni controcorrente, che generano alla fine una corrente buona. Credete in voi stessi.”

[Prof. Franco Panizon – 1925-2012]

– “Questo vale per tutti gli uomini, ma specialmente per i medici e specialmente per i pediatri: guardare in là, quanto più in là possibile; non pensare all’oggi del tuo paziente, pensa anche al suo domani; non pensare solo al tuo paziente, ma pensa anche a tutti i pazienti; non pensare solo ai presenti, ma pensa anche ai lontani e ai futuri; ricorda che ognuno di noi, ma i medici più di altri, e i pediatri forse più degli altri medici, ha una minima, ma significativa responsabilità nello scrivere la cultura del nostro tempo e fa parte, quindi, della storia del mondo.”

[Prof. Franco Panizon – 1925-2012]

– “E quando pensate di aver fatto tutto per i vostri piccoli bambini, allora potrete andare a dormire. Mai accada di posare il capo sul cuscino, se prima non avrete fatto tutto quello che è in vostro potere per loro.”

[Prof. Franco Panizon – 1925-2012]

– “Se si riuscisse a dare a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico avremmo trovato la strada per la salute.”

[Ippocrate]

– “Accanimento. Perché non ti fermi? Quale speranza cerchi, quale conferma? La tua ostinazione è futile. Cieco ai miei sguardi, freddo alle mie lacrime, muto alle mie domande. Perché non ti fermi?”

[Gianpaolo Donzelli – Stupore della Nascita 2012, Ed. Passigli]

– “The boy looks even more anxious, and I’m aware of his parents’ escalating panic. It’s then that I realize that this is one of those critical moments. […] as I listen, I realize that the person in front of me is seriously ill. Sometimes the patient or the parents already know; sometimes they have no idea. The dawning of this realization is followed by a call to full attention. In the next hour and over the next few months, what I do (or don’t do) will change the life of this child and family; what I say and how I say it will be critical, providing the information, reassurance, and hope to keep everyone moving forward. […] This time, I’ve been lucky enough to be there from that critical moment at the beginning, to be a part of the story’s evolution and, I hope, acceptable resolution. All physicians experience these moments. They shape our lives, inform our values, and educate and prepare us for the next patient who needs our help. The expectation of these moments and the satisfaction they bring keep us moving forward through difficult times. The challenge is to continue to notice them — to remember the personal impact of the diagnoses we make and our ability and obligation to soften the blows, to build that protective wall.”

[Lenore M. Buckley – N Engl J Med. 2011; 365: 1270-1]

– “Most medical schools seek to augment anatomy with humanity through a concurrent curriculum. At the University of Miami, this includes a lecture from university president Donna Shalala, a former U.S. secretary of health and human services. During her visit to our class in 2007, recounting a conversation she had with a young worker at a nail salon about employersponsored health insurance, Ms. Shalala encouraged us to ask people what their lives are like. The notion was as innovative as it was simple. And it was my first inkling that caring FOR patients should begin with caring ABOUT them.”

[Nicholas J. Rohrhoff – N Engl J Med. 2012; 366: 683-5]

– “Siamo ancora in molti a pensare che la Medicina sia almeno in parte un’arte: non è come le nozioni, non si impara dai libri, nè dalle slides delle lezioni proposte in maniera sempre meno entusiasmante da chi le espone, ma si impara osservando, scavando dentro noi stessi e cercando di scoprire quanto radicate siano nel profondo del nostro cuore la vocazione, le qualità professionali e soprattutto umane da mettere al servizio del prossimo nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Insomma, imparare la Medicina è un po’ come imparare l’arte di guardarsi dentro e del mettere al servizio del paziente le nostre migliori qualità.”

[Dott.ssa Giulia Bartalucci – Minima Medicamenta n.7 – Novembre 2011]

– “Spesso i clinici ed i docenti dimenticano due aspetti: dimenticano quando hanno indossato per la prima volta il camice, quell’ebrezza nel pensare “Ce l’ho fatta, sono arrivato fin qui, è un nuovo inizio”, e hanno dimenticato quanto indossare quel camice, con l’avanzare degli studi, inizi mano a mano ad essere un impegno: te lo devi guadagnare ogni mattina quel camice indosso, imparando, osservando ed ascoltando”

[S.B. – Minima Medicamenta n.7 – Novembre 2011]

– “[…] Nella penombra delle stanze ti è più facile essere sereno sedendoti sul bordo di un letto sfatto di paura. Guardi negli occhi gonfi che non vedi questa mamma che boccheggia sotto il macigno di una diagnosi. Lei tace accarezzando lenta il suo bambino che finalmente dorme, miniera inesauribile di dolore, tu usi silenzio e vicinanza, parli, poco, stai in ascolto anche se tutto apparentemente tace. E con questi due strumenti che possono sembrare miseri, poco più che due cucchiai di fronte a una montagna, scavi un cunicolo fino al cuore della donna, che almeno possa respirare. E col respiro il pianto che assecondi muto, perché occorre dare il tempo giusto ad ogni lacrima, che lenta cada come sangue sporco di terra da una ferita aperta che non devi avere fretta di richiudere. E dopo parli in bisbiglio caldo, divaghi, infili qualche fesseria accettando il rischio di essere frainteso, e infine torni al sodo, che è quello il punto da smussare. Tu non sei giudice che possa fare sconti sulla pena, ma la pena la puoi dividere per due. […] Nel buio amico escono altre mamme dalle stanze, ti stanano in ambulatorio o in cucina, sensi assonnati che fiutano e reclamano il conforto della voce prima ancora dell’aiuto di una cura. Chiedono, ascoltano in piedi in corridoio e per un poco le abbandona il freddo che si portavano dentro. Così per qualche ora oscura e chiara diventi il Cristo minimo che allevia la comunanza del dolore e riaddormenta con le dita sulla fronte. Poi torna la luce e con la luce i capi e i bravi e i belli, quelli con il sapere in tasca e le parole in bocca da utilizzare in giro per tenere le distanze e accrescere la gloria. “Notte tranquilla, nulla di nuovo” dici, che tanto a certa gente è inutile spiegare. Ma mentre te ne vai, vedi una mamma sul limitare della stanza che incomincia con te a tessere la tela di sorrisi e di fiducia, da non disfare nella notte.

[Massimolegnano – su nottidiguardia.it]

– “E in ogni luogo dove andrete, sarà per il sollievo dei malati. E non desistete dal prestar loro attenzione, e ascoltate i loro problemi!”

[Ippocrate]

– “Prof. Gentilini, lei ha 74 anni. Alla sua età molti tra i suoi colleghi hanno già appeso il camice al chiodo. Fino a quando lei pensa di poter esercitare ancora la Medicina?

“Fino all’ultimo respiro”.

[Intervista al Prof. Luigi Gentilini – “Previdenza” n. 9 del 2011, p. 40-41]

– “Curate. Se non potete curare, lenite. Se non potete lenire, confortate.”

[Augusto Murri – 1841-1932]

– “Non studio la medicina per diventare medico, la studio quanto basta per non finirci…!”

[Daniele, lettore di AM – 2012]

– “Il dottore è un esperto di relazioni umane.”

[Michael Balint – 1896-1970]

– “La cosa più importante in medicina? Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che soffre di quella malattia.”

[Attribuita ad Ippocrate – 460 a.C. – 377 a.C.]

– “Volete sapere la verità? Per essere dei bravi medici e infermiere potete scommettere che avrete dei guai, un sacco, perchè i pazienti sono stupidi, e molto spaventati. Vogliono essere tenuti per mano. Dovete farlo. Altri hanno bisogno di calci in culo, ed è vostro dovere darglieli. Ma alla fine si tratta soprattutto di capire se avete o no il fegato di dire quello che ritenete in cuor vostro necessario dire.”

[Dr. Cox – Scrubs episodio 2×21]

– “Io non so se ci sia un piacere speciale a fare il pediatra, diverso dal piacere generale di fare il medico: ma non ho difficoltà a dire che quest’ultimo, il mestiere del medico, di tutti i medici, sia pure in diversa maniera, è comunque molto simile al mestiere del genitore. E’ un mestiere di aiuto, che trasforma chi ha la fortuna di esercitarlo in un padre, con il potere che è implicito nella parola; ma il piacere autentico di fare il medico deriva solo dall’uso “amorevole” di quel potere, e della consapevolezza di aver compiuto un buon lavoro (accettando nello stesso tempo i rimorsi e le pene, inevitabili se il lavoro non è stato invece compiuto nella maniera migliore, o se si è fallito) e anche dal piacere di “essere riconosciuti”: dal legame di riconoscimento reciproco che si stabilisce con il malato.”

[Prof. Franco Panizon – Medico e Bambino 2010; 29: 331-336]

– “Provate a pensare ai pazienti che in qualche modo vi hanno cambiato. Fateli rivivere nei vostri ricordi. Vi hanno ispirato? Erano divertenti? Coraggiosi? Vi hanno sfidato? Vi hanno insegnato qualcosa? Erano alla ricerca di qualcosa? I loro cuori erano pieni d’amore? Mentre li state ricordando domandatevi: ‘quali delle loro qualità può diventare parte della mia vita?'”

[Dr. Julia Dupree – ER episodio 14×10]

– “La medicina è la sola professione che lotta incessantemente per distruggere la ragione della propria esistenza”

[James Bryce – 1838 – 1922] – segnalato da Sergio

– Studente: “Finalmente ce l’ho fatta a laurearmi!”

Giuseppe Moscati: “Bravo! Ma adesso ti aspetta il momento più importante, e anche più difficile. Leggerai un libro che non è mai stato stampato. La copertina sono i letti del nostro ospedale. Il contenuto i corpi doloranti dei nostri pazienti. Con questo voglio dire che agli studi che hai fatto bisogna affiancare rispetto e misericordia per i nostri malati, e anche un bel sorriso!”

[Dalla fiction Rai “Giuseppe Moscati” – 2009]

“…In the practice of medicine, the person you are is as important as what you know. This is one of the extraordinary things about medicine. I say: it is an intensely intellectual endeavor, demanding that you learn and understand an enormous body of information and that you constantly update that information as new knowledge becomes available, but it is also an endeavor of your heart. At the same time that you are learning about disease and diagnosis and treatment, you are learning about illness, the patient, and yourself…”

[Katharine Treadway, M.D.] – segnalato da ShyBear

– “Io sono un medico, e pratico la medicina. La Medicina è la mia moglie legittima, la Letteratura la mia amante”

[Anton Cechov   –   1860 – 1904]

– “Non sei un uomo che combatte da solo una battaglia. Sei un elemento di una grande professione. Una professione che non fa che lottare a favore della salute, della vita, dell’umanità. Non puoi fermarti proprio adesso, lo capisci, vero? Tu vedrai molte morti, molti dolori e molte lacrime prima della tua fine. Devi continuare. Continuare a sperare e osare. E’ questo il compito di un medico”

[Dal film “La Cittadella” – 1938]

– “Non mi fido di quel laboratorio: sarebbe stato meglio inviare i campioni a un liceale con il kit del piccolo chimico!”

[Gregory House, da “House MD” – 1×01]

– “L’ABCD della Medicina: Attitude (atteggiamento), Behaviour (comportamento), Compassion (compassione), Dialogue (dialogo)”

[H. Chochinov – “Dignity and the essence of medicine: the A, B, C, and D of dignity conserving care“, 2007]

– “Il medico deve indossare vestiti puliti, deve presentarsi con il viso sbarbato e le unghie tagliate. Indosserà una veste bianca, calzerà i sandali, porterà in mano un bastone od un parasole e si rivolgerà a tutti con gentilezza e con sguardo benevolo”

[Susruta – Anestesista e chirurgo indiano vissuto nel 1000 a.C.]

– “L’appello che rivolgo ai medici è di portare nelle case dove entriamo ormai solo noi, il senso dell’umanità, il patrimonio del sentimento, il dono dell’umiltà, lo stile dell’educazione, il dialogo e il rispetto per il prossimo, per essere modernamente e socialmente impegnati senza mortificazioni e senza presunzione.”

[Eolo Parodi – Da “Il Medico d’Italia”, 1977]

“Chiedetelo a qualunque medico e saprà indicarvi l’istante esatto in cui è diventato medico. Generalmente non è il giorno della laurea in medicina. E qualunque esso sia, nessuno lo dimentica. Quel momento non si può dimenticare. Scatta l’interruttore, improvvisamente non stai più giocando a metterti il camice: il camice bianco ti appartiene. Ciò che potresti non notare è che essere un dottore ti cambia.

[Grey’s Anatomy]

– “…mi sembra ora che vengano spese due parole per tutti voi neonati, bambini, ragazzini e ragazzi che passate le vostre giornate attaccati a queste strane pompe blu. Lo fate da eroi. Siete tutti dei grandi. Non sento mai un lamento, nessuno che rifiuta la visita medica, i continui prelievi, le medicine, la lastra, la Tac, l’ecografia e i continui attacca e stacca ai vostri cvc. Al massimo chiedete un po’ di cremina o ghiaccio anestetizzante tanto per sentire un po’ meno dolore. Ognuno di voi sta combattendo la sua malattia con il sorriso sulle labbra; cercate di non dare mai pensieri a noi genitori e anche quando i medici vi chiedono come va, tutti voi rispondete “Bene!” nonostante il vostro viso e i vostri occhi parlino per voi. Quanta sofferenza noi adulti leggiamo ogni giorno, ma quanta voglia di ridere, di giocare e di correre c’è sempre in tutti voi.”

[Da “Vado a farmi la chemio e torno” di Paolo Crespi]

– “Io ricordo che alla metà del secolo passato, quando ero giovane giovane studente, nella vecchia cattedra di clinica dell’Ospedale degli Incurabili l’allora Direttore della clinica prof. Manfrè fece scrivere questo motto latino: Ratio et Observatio. Io, invece, se dovessi far scrivere qualcosa, segnerei l’opposto, Observatio et Ratio: prima l’osservazione e poi il ragionamento. E questo è il metodo che bisogna seguire in clinica.”

[Antonio Cardarelli – 1831 – 1927]

– “Mi resi conto di una cosa: noi siamo medici perchè abbiamo un desiderio innato di aiutare il prossimo.”

[J.D. – Scrubs episodio 2×27]

– “Tu perchè vuoi fare il medico?” “Voglio aiutare. Avere un rapporto con le persone. Il medico interagisce con la gente quando è più vulnerabile. Oltre alle cure mediche offre anche speranza e un consiglio. Ecco perché amo l’idea di fare il dottore.”

[Dal film “Patch Adams” – 1998]

– “Voi mi chiedete se esercito la medicina. Se questo significa aprire la porta a chi ha bisogno e a chi è sofferente, accudirlo, ascoltarlo, mettergli un panno fresco in fronte fino a che la febbre si abbassa. Se è questo fare il medico, se è questo curare un paziente, allora mi dichiaro colpevole. […] La missione di un medico non deve essere solo prevenire la morte ma anche migliorare la qualità della vita. Ecco perchè se si cura una malattia si vince o si perde, ma se si cura una persona vi garantisco che in quel caso si vince, qualunque esito abbia la terapia.

[Dal film “Patch Adams” – 1998]

– “Ridere è contagioso. E noi dobbiamo curare le persone, oltre che la malattia.

[Patch Adams]

– “Non ho mai capito se l’ultramondo in cui entro quando timbro il acrtellino sia virtuale oppure no, e se la finzione stia in quello che faccio fuori. Ho sempre la sensazione di venire proiettato in una nuova dimensione attraverso quelle gelatinose porte spazio-temporali, e di perdere improvvisamente ogni contatto con il mondo da cui provengo.

[G. Naretto – Notti di guardia]

– “Se hai fortuna quando cominci questo mestiere hai davanti a te un maestro. E io questa fortuna l’ho avuta. Un maestro lo riconosci subito. Ti insegna senza clamore. Ti insegna l’etica e l’onestà intellettuale prima di insegnarti la medicina. Ti insegna il rispetto per i pazienti ed i loro cari. Ti insegna un metodo. Ti insegna ad amare questo lavoro, anche quando sei stanco.

[Sun-Tzu / Nottidiguardia.it – Per il testo completo clicca QUI]

– “Primum non nocere – Per prima cosa, non nuocere.”

[Ippocrate] – segnalato da Barbara

– “Medico è colui che introduce sostanze che non conosce in un organismo che conosce ancora meno.”

[Victor Hugo] – segnalato da Barbara

“Improvvisamente, senza esperienza, dall’oggi al domani ci siamo trovati soli, raffazzonati gestori della vita altrui, non ancora consapevoli di essere artefici della nostra.”

[N. Russo – Notte al Pronto Soccorso]

“Praticare medicina non si presta molto bene al farsi degli amici. Forse perché la vita e la morte sono sempre sui nostri volti. Forse perché guardando la morte ogni giorno siamo costretti a capire che la vita, ogni minuto, è tempo preso in prestito.”

[Grey’s Anatomy]

– “Prendere le medicine è forse l’elemento che più distingue l’uomo dagli altri animali.”

[William Osler – Medico canadese, considerato il padre della Medicina moderna 1849 – 1919] – segnalato da Barbara

– “Farmaco è una sostanza che somministrata a un topo genera una pubblicazione.”

[Anonimo] – segnalato da Barbara

– “Ti accorgi di essere a Medicina quando sono passati sei anni e ne hai viste di tutti i colori, ancora non vedi il traguardo e sei quasi stanco di tutto…ma poi basta una pagina di libro per ricordarti che in fondo senza tutto questo non sapresti che fare della tua vita.”

[Un utente del forum di futurimedici.com]

– “I sani sono malati che non sanno di esserlo.”

[J. Romain] – segnalato da Pino

– “Un grande dottore uccide più gente di un grande generale.”

[Leibnitz] – segnalato da Pino

“Ho detto al mio dottore che mi sono rotto la gamba in due posti. E lui mi ha risposto: “La smetta di andare in quei posti!””

[Henny Youngman] – segnalato da Pino

– “La mano che carezza un sofferente perduto vale più delle parole, il gesto che esprime speranza e conforto vale più di innumerevoli verità.”

[E. Vasconcelos – Orazione ai medici] – segnalato da Roberto

– “Da bambino volevo guarire i ciliegi quando rossi di frutti li credevo feriti, la salute per me li aveva lasciati coi fiori di neve che avevan perduti. Un sogno, fu un sogno ma non durò poco, per questo giurai che avrei fatto il dottore, e non per un dio ma nemmeno per gioco: perché i ciliegi tornassero in fiore.”

[F. DeAndrè – Un Medico]

– “Parce mero, coenato parum: non sit tibi vanum / Surgere post epulas: somnum fuge meridianum; / Non mictum retine, nec comprime fortiter anum. / Haec bene si serves, tu longo tempore vives – Non esagerare col vino, né coi cibi; non ti dispiaccia / Alzarti in piedi dopo mangiato: evita il riposino dopo pranzo; / Non trattenere l’orina, e non tenere serrato lo sfintere. / Se seguirai con cura questi consigli vivrai a lungo.”

[Scuola Medica Salernitana]

– “Defecatio matutina bona tamquam medicina. Defecatio meridiana neque bona neque sana. Defecatio vespertina ducit hominem ad ruinam – La defecazione mattutina fa bene quanto una medicina. La defecazione pomeridiana non è nè buona nè sana. La defecazione serale porta l’uomo alla rovina.”

[Scuola Medica Salernitana – attribuita]

“Onora il medico, ben prima di aver bisogno di lui. Egli ha in se una parte di Dio”.

[dal “Talmud”]

– “Chi salva una vita, salva il mondo intero.”

[dal “Talmud”] – segnalato da Pino

– “Attento a leggere un libro di medicina: potresti morire per un errore di stampa!”

[Mark Twain] – segnalato da Pino

– “Ho imparato dalle malattie molto di ciò che la vita non avrebbe potuto insegnarmi in nessun altro modo.”

[J.W. Goethe] – segnalato da Vinboy

– “Non esistono malattie. Esistono solo malati.”

[A. Trousseau] – segnalato da Vinboy

– “Imparate a guarire nello stesso modo in cui avete imparato ad amare.”

[Ovidio] – segnalato da Vinboy

– “Il Medico migliore è la natura: cura i 3/4 delle malattie e non sparla dei colleghi.”

[Galeno]

– “In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario. I vecchi generalmente si ammalano meno dei giovani, ma se le loro malattie diventano croniche, durano quasi sempre fino alla morte.”

[Ippocrate]

“La Medicina SoMMica: Amore, Pazzia, Passione… ed Emozione!”

[La SoMMa – 2010]

“Accade una cosa particolare, quando la gente scopre che sei un medico. Smettono di vederti come una persone e iniziano a vederti come qualcosa di più grande di ciò che sei.. Devono vederci così, come degli dei. Altrimenti saremmo come tutti gli altri: insicuri, imperfetti… normali. Così ci comportiamo da persone forti, facciamo gli stoici. Nascondiamo il fatto che siamo tutti troppo umani.”

[Grey’s Anatomy]

– “L’unico modo di valutare la tua crescita come medico e come esssere umano è assicurarti di non ripetere gli stessi errori di volta in volta.”

[Dr. Cox – Scrubs]

– “I medici preparati sceglieranno i propri collaboratori attentamente, associandosi, se possibile, con quelli più intelligenti di loro stessi. Se vuoi essere uno scolaro… devi evitare la compagnia di altri scolari.”  

[da “Arte e scienza al letto dell’ammalato”]

– “La cosa peggiore dell’essere medico è che ti deludi spesso.  La cosa migliore è che, aspettando qualche secondo, trovi sempre l’occasione per redimerti.”

[J.D. – Scrubs]

– “Se si formano bolle nelle orine è segno che sono compromessi i reni e che la malattia sarà di lunga durata.”    

[Ippocrate]

– “Il medico giovane cerca di emulare gli altri medici. Il medico maturo cerca di applicare la sua conoscenza anche andando controllo l’opinione comune.”  

[Segnalato da igm]

42 Risposte to “Aforismi in Medicina”

  1. Fra tanti intanto ti segnalo questi 3 che mi piacciono davvero:

    Ho imparato dalle malattie molto di ciò che la vita non avrebbe potuto insegnarmi in nessun altro modo.
    J.W. Goethe

    Non esistono malattie. Esistono solo malati.
    A. Trousseau

    Imparate a guarire nello stesso modo in cui avete imparato ad amare.
    Ovidio

  2. atlantemedicina Says:

    Ti ringrazio, li ho subito inseriti! 😀

  3. ti segnalo questi:
    -Chi salva una vita, salva il mondo intero (Talmud)

    -Attento a leggere un libro di medicina potresti morire per un errore di stampa! (Mark Twain)

  4. atlantemedicina Says:

    Grazie Pino, aggiungo subito anche i tuoi!! 😀

  5. Roberto Says:

    Mi era sfuggita questa parte del blog.Contribuisco anch’io.

    “La mano che carezza un sofferente perduto vale più delle parole, il gesto che esprime speranza e conforto vale più di innumerevoli verità”
    E. Vasconcelos. Orazione ai medici

  6. atlantemedicina Says:

    Grazie Roberto, lo aggiungo subito! 🙂
    Eli

  7. I sani sono malati che non sanno di esserlo. (J. Romain)

    Un grande dottore uccide più gente di un grande generale. (Leibnitz)

    Ho detto al mio dottore che mi sono rotto la gamba in due posti. E lui mi ha risposto: “La smetta di andare in quei posti!” (Henny Youngman)

  8. atlantemedicina Says:

    Grazie Pino. Mi fa piacere che questa pagina vi stia piacendo e stimolando così tanto! 🙂
    Grazie mille!!

  9. “Medico è colui che introduce sostanze che non conosce in un organismo che conosce ancora meno” (Victor Hugo)

    “Primum non nocere”(Ippocrate)

    “Farmaco è una sostanza che somministrata a un topo genera una pubblicazione”ANONIMO

    “Il desiderio di prendere medicinali è una delle caratteristiche che distinguono l’uomo dagli animali” (William Osler)

    La mia preferita resta quella di Victor Hugo….ciao Eli 🙂

  10. atlantemedicina Says:

    Grazie mille per il tuo contributo! 🙂
    Le aggiungo subito!

    Eli

  11. Adriana Says:

    il mio professore di patologia a lezione ci disse “la vita è una malattia terminale sessualmente trasmessa”

  12. atlantemedicina Says:

    Caspita, un tipo pieno d’entusiasmo e vitalità!!! C’è un po’ di verità nelle sue parole…ma almeno a Ferragosto godiamoci i piaceri della vita! 😉

  13. “…In the practice of medicine, the person you are is as important as what you know. This is one of the extraordinary things about medicine, I say: it is an intensely intellectual endeavor, demanding that you learn and understand an enormous body of information and that you constantly update that information as new knowledge becomes available, but it is also an endeavor of your heart. At the same time that you are learning about disease and diagnosis and treatment, you are learning about illness, the patient, and yourself…” (Katharine Treadway, M.D.)

    E’ in inglese, ma è troppo bella =)

  14. atlantemedicina Says:

    Molto bella davvero! La aggiungo subito, grazie mille! 😉

  15. La medicina è la sola professione che lotta incessantemente per distruggere la ragione della propria esistenza. (James Bryce)

  16. atlantemedicina Says:

    Grazie, la aggiungo subito!

  17. Salve, complimenti per sito web 🙂
    Volevo chiedervi se potete gentilmente dirmi da quale puntata di grey’s anatomy è tratta la seguente frase, da voi riportata: “Chiedetelo a qualunque medico e saprà indicarvi l’istante esatto in cui è diventato medico. Generalmente non è il giorno della laurea in medicina. E qualunque esso sia, nessuno lo dimentica. Quel momento non si può dimenticare. Scatta l’interruttore, improvvisamente non stai più giocando a metterti il camice: il camice bianco ti appartiene. Ciò che potresti non notare è che essere un dottore ti cambia.”
    Vi ringrazio anticipatamente, Cordiali saluti.
    Maria [studentessa al 3° anno di Medicina&Chirurgia e fan di grey’s anatomy 🙂 ]

  18. atlantemedicina Says:

    E’ tratta dall’undicesimo episodio della sesta stagione (6×11) intitolato “Blink”. Vedi, in inglese: http://www.thegreysanatomywiki.com/page/6.11+Blink
    Ciao!

  19. Il medico giovane cerca di emulare gli altri medici
    Il medico maturo cerca di applicare la sua conoscenza anche andando controllo l’opinione comune

    Medico

  20. Grazie per il contributo! Non hai specificato chi è l’autore…. sei tu?

  21. Sono convinto che la natura sia in grado di gestire se stessa e di guarire le sue eventruali malattie a meno che l’uomo non si ostini a combatterla.
    Mi riferisco alla persona umana com Essere di anima e di corpo.

  22. Bellissima raccolta.

  23. Daniele Says:

    Non studio la medicina per diventare medico; la studio quanto basta per non finirci … da un medico!

    Una mente vigile ed attenta vale più di 1000 dottori!

  24. Curare i malati, ci fa credere di essere sani.

  25. Questi aforismi riaccendono la forza di fare sempre del nostro meglio

  26. Cari lettori, grazie per i vostri contributi! Per inserirli nell’articolo ho però bisogno di conoscere le fonti/gli autori degli aforismi: potete cortesemente fornirmi queste info? Grazie!! AM

  27. L’aforisma che ho scritto è mio e deriva dal fatto che da 11 anni studio medicina per conto mio, non per diventare medico ma appunto per non finire da un medico, perchè come dice un proverbio italiano … ne ammazza di più la penna del medico della spada del cavaliere

  28. Brava Martina!tu l’hai scritta giusta … per questo io non studio medicina per curare i malati (non me ne voglia nessuno ma … che si arrangino…aiutati che ….) ma per curare me stesso prima di dover attingere alle cure di qualcun’altro….(se sei un medico ti auguro tanta fortuna nella tua professione, se non lo sei ti auguro lo stesso tanta fortuna, ma nella vita ed io mi auguro che tu, anche se solo a modo tuo diventi un medico)

  29. Fare del nostro meglio per chi?per noi o per gli altri?Anche un medico deve essere sano per poter curare i malati ed allora se il medico cura i malati, chi cura il medico (ossia chi certifica che il medico è “sano” quindi in grado di curare?)

  30. Caro Daniele, immagino che il tuo intervento sia “provocatorio”.. per quanto mi riguarda, la “missione” della Medicina è proprio l’esatto opposto, ovvero, dedicarsi anima e corpo alla cura degli altri. Curare gli altri, se vuoi (te lo concedo) per fare del meglio a noi, al nostro spirito. Non si studia Medicina per curare se stessi….ti accorgerai che le cose vanno molto diversamente e che non si può essere in grado di curarsi da soli! 😉

  31. Credo di non essere stato correttamente compreso. Ciò che intendo dire è che se ognuno di noi studiasse, per lo meno nei suoi lineamenti fondamentali la medicina, avrebbe meno bisogno del dottore, in quanto sarebbe in grado di, farsi da solo anamnesi, diagnosi e prognosi, sino a trovare la cura al suo male, dopo averne dedotto le origini, ciò che in fondo in parte ognuno di noi fa già a partire dall’alimentazione. In Svizzera, mio paese natale, è stato condotto uno studio, dal quale risulta che le persone più colte, sopratutto quelle con studi universitari, sono quelle meno soggette all’ammalarsi. E’ ovvio che per quanto mi è possibile, se sono costretto a dover prestare aiuto a qualcuno intervengo, ma se questi non è pronto a ricevere cure (ciò che intendevo dire con “l’arrangiarsi”), ogni sforzo profuso è volto all’insuccesso, prova ne sono molti casi terminali, non fiduciosi nella terapia, la quale, anche se potenzialmente valida, risulta essere inefficace: come si suol dire “aiutati che Dio ti aiuta” (il coinvolgimento psicosomatico). Altro punto poi è la questione terapia: sono d’accordo che in caso di bisogno si debba curare un malato, ma se lo stesso malato, a scadenze periodiche si presenta dal medico, per essere curato sempre del medesimo problema, bhe certo qualche medico approfittatore certamente è contento, ma colui professionalmente valido cosa ne pensa di detta situazione?Poi mi duole dirlo ma ho notato – ecco la mia vera critica, sicuramente condivisa anche da altri – che è troppo elevata la percentuale di medici approfittatori, pronti a diagnosticare una qualche malattia, solo per ingrassarsi il portafoglio, grazie alle industrie farmaceutiche (sappiamo tutti che è vero, ovviamente con rispetto parlando per gli onesti). Restando in campo di questa tematica, io personalmente ho condotto una ricerca oncologica, nella versione “se capitasse a me cosa farei?” rispondendomi che proverei una terapia a base di dinitrile succinico (oggi usato in terapia psichiatrica), ovviamente nulla di tutto questo è dimostrato, trattandosi di una ricerca attualmente tutta sulla carta, senza alcun tipo di sperimentazione. Chiudo perchè, oltre a non voler tediare troppo, non so quanto è lo spazio concessomi. Mi congratulo comunque vivamente con il vostro sito, che trovo molto istruttivo e coinvolgente.

  32. Mmmm…non sono molto convinta di quanto scrivi, in particolare per quanto riguarda lo studio svizzero (potresti darmi i riferimenti per leggerlo/i?). Secondo me, se le persone più colte si ammalano meno non è certo perché sono in grado di farsi da soli anamnesi, diagnosi e prognosi (ti assicuro che non è così, e di gente, in ospedale, ne incontro tanta tutti i giorni), ma perché riesce a raggiungere un tenore di vita più alto, e quindi a vivere una vita più sana (cibi migliori, medici migliori, sport e quant’altro).
    E poi perdonami, ma da medico mi si rizza la pelle a leggere “è ovvio che se sono costretto a dover prestare aiuto a qualcuno intervengo, ma se questi non è pronto a ricevere cure, ogni sforzo profuso è volto all’insuccesso”… guarda che non è affatto così. Il medico, ma il medico che fa il medico davvero, interviene cmq, indipendentemente da questo, anche qualora si tratti solo di tenere la mano e consolare (vedi i pz terminali). E soprattutto non lavora per ottenere per forza il successo, ma per lenire le sofferenze altrui! Come dice Patch Adams: “Voi mi chiedete se esercito la medicina. Se questo significa aprire la porta a chi ha bisogno e a chi è sofferente, accudirlo, ascoltarlo, mettergli un panno fresco in fronte fino a che la febbre si abbassa. Se è questo fare il medico, se è questo curare un paziente, allora mi dichiaro colpevole. […] La missione di un medico non deve essere solo prevenire la morte ma anche migliorare la qualità della vita. Ecco perchè se si cura una malattia si vince o si perde, ma se si cura una persona vi garantisco che in quel caso si vince, qualunque esito abbia la terapia.”
    Il fatto poi che ci siano medici approfittatori, come li chiami tu, è senz’altro vero, ma ciò dipende dall’animo umano e ci si può fare poco, se non migliorare la selezione all’ingresso a Medicina e i controlli successivi durante tutta la pratica lavorativa. Ti invito però a non fare di tutta l’erba un fascio: grazie a Dio ci sono medici che lavorano con dedizione e passione infinite tutti i giorni per il solo bene degli altri. Ciao e grazie ancora per i tuoi contributi! AM.

  33. Liberissimo di tirarmi le orecchie, intendevo, ovviamente, “cure migliori”, dal momento che (sarebbe IPOCRITA affermare il contrario) non tutti i medici e soprattutto non tutti gli ospedali sono uguali.

    Quanto a tutto il resto, non hai soltanto offeso la mia sensibilità, mi hai letteralmente sconvolto per l’enorme numero di bestialità che hai scritto, che denotano una grave ignoranza di molte delle questioni di cui parli citando addirittura studi (di cui non riporti alcuna fonte) o etimologie greche.

    In tema di FUMO ciò che scrivi fa francamente sorridere rispetto a una mole di lavori scientifici sui danni del fumo che hanno fatto la storia della medicina e su cui NON ESISTE ALCUN DUBBIO. Le tue parole offendono i milioni di morti di cancro al polmone, di cancro alle labbra, di cancro alla lingua, e anche i milioni di malati di broncopneumopatia cronica ostruttiva! TI farei fare un giro nella nostra Pneumologia per farti capire di COSA parli con una simile leggerezza! Ma anche in Anatomia Patologica, tanto per farti vedere come stanno diventando belli neri i tuoi polmoncini dopo 30 anni di fumo! Quello che scrivi è INACCETTABILE, ME NE DISSOCIO TOTALMENTE e te ne assumi tutta la responsabilità.

    “se una determinata sostanza è dannosa, lo è per tutti e non solo per alcuni”. QUANTO Ti SBAGLI e QUANTO STUDIO TI MANCA!!! L’effetto delle sostanze tossiche e in particolare delle sostanze cancerogene, NON E’ MAI UGUALE PER TUTTI! Si parla infatti di interazione GENOTIPO/AMBIENTE, perché è proprio l’interazione delle sostanze con l’assetto genetico della persona a determinarne l’effetto!!!!!!!

    Eccoti quindi spiegato il motivo per il quale TU DOVRESTI maggiormente studiare la Medicina, prima di fare affermazioni di questo tipo!

    “meglio morire del male che affligge, anzichè della terapia somministrata”? Prova a dirlo a un bambino guarito dalla LEUCEMIA LINFOBLASTICA ACUTA dopo un ciclo di terapia devastante!

    Guarda, veramente, non sai di cosa parli, e per rispetto dei malati cancellerò questo tuo commento che, consentimelo, è vergognoso.

    Ti ringrazio cmq per lo scambio di opinioni, che è sempre occasione di crescita per tutti.

  34. Daniele Says:

    Siamo cresciuti abituati a credere che nessuna malattia possa essere curata senza medicine. Tuttavia questa è una superstizione. Le medicine sono sempre pericolose.
    (Mahatma Gandhi)
    Il medico sta male se nessuno sta male.
    (Massima medioevale)
    Chissà come la gente moriva prima dell’invenzione di tante malattie?
    (Stanislaw J. Lec)
    Ognuno, se sapesse quello che fanno i medici, cederebbe loro volentieri metà dei propri beni, a patto che non gli si accostassero mai troppo.
    (Lev Tolstoj)
    I medici si agitano in questo dilemma: o lasciar morire l’ammalato per timore di ucciderlo o ucciderlo per timore che muoia.
    (Miguel de Unamuno)
    Un medicinale è una sostanza che quando viene iniettata in una cavia produce un articolo scientifico.
    (dal “The Wit of Medicine”)
    Meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici. (San P. Pio da Pietralcina)
    È morta di quattro medici e due farmacisti.
    (Molière)
    I medici e la guerra spopolano la terra
    (proverbio italiano)
    Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare delle fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l’abbia guarito o i rimedi non l’abbiano ucciso.
    (Antoine Furtière)
    La guarigione è una cosa di cui i medici non hanno nessuna colpa.
    (Pierre Véron)
    http://www.aerrepici.org/truffa.htm

  35. Salve la mia domanda sarebbe…se una persona non sa amare è una malattia? Sa solo amare il denaro… di questo sono sicura. Ci sarebbero cure?? Io credo che si può amare, almeno io so cosa vuol dire amare ma dall’altra parte no… che poi sarebbe il consorte, e oltre a non amare me non ama nè figli nè nipoti, nessuno. Il brutto è anche che non ha nemmeno curiosità ne tentazioni. Freddo, nessuna emozione. Grazie

  36. @rosalia: dipende. Se tutta questa disaffezione è arrivata all’improvviso…io una visita neurologica gliela farei fare! In caso contrario, se è sempre stato così, forse converrebbe una visita psicologica / psichiatrica.

  37. Ciao a tutti…mi chiamo Gavino e ho sbirciato nel vostro sito….complimenti…lavoro in terapia intensiva a Lugano e ho scritto qualche racconto su http://www.nottidiguardia.it….so che é passato del tempo ma vorrei dire a Daniele che é facile giudicare con quello che solo i propri occhi vogliono vedere…..studi medicina?….bravissimo…ma quanti ne ho visti di pazienti scettici e poi attaccarsi all’ultimo filo di vita…con questo non auguro la disgrazia di nessuno…ci mancherebbe…tutti i giudizi sono soggettivi ed opinabili. Per il mio lavoro ho sacrificato e buttato all’aria la mia vita,le emozioni vissute mi distruggono ma poi mi rendo conto che faccio parte di quella categoria che arriva alla fine sapendo che la volontà e l’autodeterminazione del paziente sono sacre…..

  38. Mi serve una frase da scrivere ad un Neurologo!! 🙂

    Grazie…

  39. Che tipo di frase, Psiche?

  40. Daniele Says:

    Ciao Gavino!Ho letto il tuo post e riguardo ai pazienti, non metto in dubbio che sia come tu dici, ricordandoti però che ci sono, anche se in percentuale minore, medici che sono passati dall’altra parte della barricata, ossia medici che curavano i malati, ma poi una volta ammalatisi loro stessi, hanno avuto ripensamenti a riguardo la medicina!Riguardo all’ultima parte del post, sostanzialmente è quanto ho asserito, ossia che alla fine dipende dalla volontà ed autodeterminazione del paziente!Lavori a Lugano?Dove al Civico o all’Italiano?Io sono di Lugano!

  41. fabrizio Says:

    “Curare la malattia è il compito del medico, trattare con i pazienti è quello che manda il medico in depressione.” Dr.House

  42. La medicina sarebbe una scienza, se non ci fossero i pazienti.

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