Pattern respiratori patologici

Tipi di pattern respiratorio

Tipi di pattern respiratorio (da Fradà & Fradà - Semeiotica Medica - 2003)

In questo post affronteremo i principali pattern respiratori patologici. Il meccanismo del respiro è estremamente complesso ed è controllato da numerosi centri nervosi encefalici e del tronco encefalico… ma non è questo il tema della nostra chiacchierata! Andiamo quindi subito al dunque.

RESPIRO DI CHEYNE-STOKES: Descritto per la prima volta da John Cheyne nel 1818 (Cheyne J. A case of apoplexy in which the fleshy part of the heart was converted to fat. Dublin Hospital Reports. 1818; 2: 216-23) e nel 1854 da William Stokes, è il pattern respiratorio patologico più noto, caratterizzato da un iniziale aumento della profondità e della frequenza degli atti respiratori fino a un picco massimo, seguito da una progressiva diminuzione della frequenza e dell’intensità degli atti respiratori (con pattern a crescendo-decrescendo) fino ad arrivare a una fase di apnea (che può durare anche 20 secondi), seguita a sua volta dalla ripresa di un identico ciclo respiratorio (ogni ciclo dura dai 30 secondi ai 2 minuti). Solitamente quando sopraggiunge questo tipo di pattern respiratorio le condizioni del paziente sono molto gravi; il meccanismo fisiopatologico che provoca il respiro di Cheyne Stokes è una fluttuazione dei valori di PaCO2 e PO2 dovuta alla patologia di base oppure un’alterazione del centro respiratorio bulbare (con ridotta sensibiltà alle variazioni di PaCO2 nel sangue). Le cause principali sono: lesioni diencefaliche o cerebrali (traumatiche, neoplastiche, e così via), alterazioni metaboliche, aumento della pressione intracranica, ernia tentoriale, scompenso cardiaco congestizio, avvelenamento da monossido di carbonio, somministrazione di oppiodi.
Se il paziente presenta un pattern analogo a questo, ma in cui al posto delle apnee si rilevano delle ipopnee (respiri superficiali e brevi, ma non assenti!), allora si parla di RESPIRO PERIODICO (si può osservare, per esempio, nel sonno, nei neonati sani o negli anziani, oppure ad elevate altitudini).

– RESPIRO DI KUSSMAUL (o RESPIRO BOCCHEGGIANTE): Descritto per la prima volta dal medico tedesco Adolph Kussmaul, è un pattern respiratorio caratterizzato da respiri lenti e profondi. Solitamente si associa ad acidosi metabolica severa, come nel caso del diabete mellito scompensato (chetoacidosi diabetica). Nell’acidosi il respiro è inizialmente rapido e superficiale, ma con la progressiva riduzione del pH il respiro diventa gradualmente profondo, lento, faticoso e ansimante: l’aumento della frequenza respiratoria e della profondità degli atti respiratori ha lo scopo di aumentare l’eliminazione dell’anidride carbonica e, di conseguenza, aumentare il pH ematico. C’è chi utilizza questo termine anche nei casi di acidosi meno grave, ma è necessario ricordare che tale respiro si verifica solo nei casi di acidosi severa. Le cause principali sono: acidosi metabolica (in particolare la chetoacidosi diabetica), uremia, intossicazione da etanolo o salicilati, alterazioni elettrolitiche, ipossia, lesioni mesencefaliche.

– RESPIRO DI BIOT: descritto nel 1876 da Camille Biot, è caratterizzato dall’alternanza di 4 o 5 atti inspiratori rapidi, di uguale profondità, a fasi di apnea di durata variabile. Se le condizioni del paziente peggiorano, si può manifestare il RESPIRO ATASSICO (o ATASSO CINETICO di GROCCO o DISSOCIATO), ovvero un pattern respiratorio molto irregolare, caratterizzato dall’alternanza imprevedibile di iperventilazione e apnea, associato a asincronia delle contrazioni dei muscoli intercostali e del diaframma, che vengono a trovarsi in fase respiratoria opposta. Le cause principali di questi pattern, che si associano entrambi a prognosi severa, sono lesioni dei centri respiratori localizzati nel tronco encefalico (traumi, infezioni, ictus, erniazione tentoriale).

– RESPIRO APNEUSTICO: caratterizzato da una fase inspiratoria prolungata (detta crampo inspiratorio) e da una breve fase espiratoria. Anche in questo caso le cause principali sono lesioni del tronco encefalico.

Per ulteriori info consultate Wikipedia:
– http://en.wikipedia.org/wiki/Cheyne-Stokes_respiration
– http://en.wikipedia.org/wiki/Kussmaul_breathing

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