Descrivere ferite e tumefazioni


Ferita

Ferita

Nella pratica capita spesso di dover descrivere soluzioni di continuo e tumefazioni. Vediamo quali sono le cose da ricordare in questi casi.

Una soluzione di continuo è una qualunque interruzione della continuità anatomica di una struttura del corpo, con o senza perdita di sostanza, e può essere provocata da agenti fisici (traumi, ustioni, elettricità, radiazioni), da agenti chimici (ad esempio caustici), da ipossia o distrofia (gangrena, necrosi), da neoplasie o infezioni e così via. I traumi con trasmissione diretta o indiretta di energia cinetica alla sede di lesione provocano soluzioni di continuo che vengono dette ferite. Se la ferita non è recente, ma tende comunque a guarire, si parla di piaga. L’ulcera invece è una soluzione di continuo che non tende a guarire da sola per il permanere delle cause che l’hanno provocata. La fistola è una soluzione di continuo che collega un organo cavo con l’esterno o due organi cavi tra di loro (la fistola può essere “a fondo cieco” se uno dei due orifizi è obliterato). Con escoriazione si intende una ferita superficiale che interessa solo lo strato epidermico della cute, mentre con lacerazione si intende una soluzione di continuo a margini irregolari provocata da pestamento o infossamento e strisciamento del tessuto con diastasi dei margini della ferita. Le ferite si dicono lacerocontuse quando sono provocate da una contusione, ovvero, oltra al pestamento e allo strisciamento anche da una violenta trasmissione diretta di energia cinetica (ovvero, una botta!). Con ecchimosi si intendono i comuni lividi, ovvero una fuoriuscita di sangue da vasi danneggiati. Con ematoma si intende invece una raccolta vera e propria di sangue in una cavità neoformata.

Le soluzioni di continuo vanno esaminate mediante ispezione, palpazione, auscultazione (soffi vascolari), eventuale specillazione chirurgica e/o prelievo bioptico. Di esse bisogna descrivere: la SEDE (topografia della lesione), la FORMA (preferibilmente comparandola a un oggetto noto), i MARGINI (rilevati, netti, trofismo, diastasi, ecc…), il FONDO (presenza di secrezioni e nodularità, a fondo cieco, ecc…), la PROFONDITA’ (superficiale o profonda), l’ORIENTAMENTO, il TRAGITTO (orifizio esterno, orientamento), i TESSUTI CIRCOSTANTI. E’ necessario indicare anche se sono presenti ematomi pulsanti, segni periferici di ischemia, fuoriuscita di visceri, secrezioni o aria, se c’è stata perdita di sostanza, se la ferita sanguina (sanguinamento spontaneo, provocato, arterioso o venoso, ecc), se è dolorabile spontaneamente o alla provocazione.

Le ferite si possono distinguere in semplici (ovvero da taglio / da punta / lacere / contuse) e  complesse (caratterizzate dai 4 tipi di ferita semplice variamente combinate insieme, ovvero da arma bianca / da arma da fuoco / da schiacciamento / da scoppio). Le ferite da taglio senza perdita di sostanza possono essere lineari o a lembo. Quelle con perdita di sostanza tangenziali o a tutto spessore.

Le tumefazioni sono invece degli aumenti di volume, diffusi o circoscritti, di una  struttura organica e quindi in senso stretto le neoformazioni che si apprezzano per tali aumenti di volume. Con tumore invece si indica comunemente una neoplasia, anche se letteralmente il termine significa più genericamente “gonfiore”, similmente a tumefazione.

L’esame e la descrizione delle tumefazioni è simile a quella delle ferite: bisogna descriverne SEDE, FORMA, MARGINI (regolare, irregolari, netti o sfumati, ecc…), DIMENSIONI, CUTE SOPRASTANTE (eritematosa, edematosa, ulcerata, ecc…), CONSISTENZA (molle, dura, elastica), MOBILITA’ SUI PIANI SOTTOSTANTI. Eventualmente bisogna indicare se è presento o meno una pulsatilità trasmessa.

Linfadenite sottoangolomandibolare

Linfadenite sottoangolomandibolare (fonte: http://www.med.unipi.it)

Esempio tipico sono le frequentissime tumefazioni a carico dei linfonodi, la cui descrizione è fondamentale per riconoscere segni di allarme (malignità). Linfonodi tumefatti bilateralmente, dolenti e dolorabili, con cute soprastante eritematosa e calda, mobili sui piani sottostanti, di consistenza molle o elastica, fanno pensare a una forma reattiva a un’infezione. Se i linfonodi sono invece non dolenti, fissi, duri, monolaterali, è necessario indagarli per escludere una forma tumorale.

Per approfondire l’argomento vi consiglio di scaricare le diapositive di semeiotica chirurgica dedicate all’argomento prodotte dal dipartimento di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’Univeristà di Pisa, a questo indirizzo:
http://www-cdu.dc.med.unipi.it/semchir/files/12soluzionidicontinuoa.pdf

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6 Risposte to “Descrivere ferite e tumefazioni”

  1. Buon giorno, ho un bimbo di 10 anni e questa è la 4a volta che si gonfia e si arrossa in bocca: l’ho portato in ospedale e gli hanno fatto tutte le analisi e ancora non hanno capito cos’ha.. Pensano che sia un molare cariato.. gli hanno fatto una ecografia e hanno trovato presenza di linfoadenopatie di aspetto reattivo la maggiore a sn di circa 18 mm di diametro longitudinale in prossimità delle ghiandole sottomandibolari bilateralmente. Mi hanno detto di fare una ortopanoramica delle arcate dentarie e poi di fare altri analisi. Mi hanno dato una cura di antibiotici (augmentin e macaldin). Secondo voi cosa devo fare?

  2. Secondo me devi semplicemente seguire i consigli dei medici che stanno seguendo il tuo bimbo: da ciò che hai scritto sembra davvero probabile che il bambino abbia una qualche forma di infezione a livello dentale e parodontale, ma tramite internet è difficile dare un qualsiasi altro parere… non a caso Atlante Medicina non è un sito di consulente mediche. Ciao e in bocca al lupo!

  3. Buonasera.. Da circa 2 giorni ho un gonfiore e un piccolissimo livido all osso “in fuori” che si trova al lato..e leggermente più in basso del ginocchio. Non ho sbattuto da nessuna parte. Sono andata dal mio medico d fiducia che mi ha detto di usare una crema e che non è niente.
    Io invece non sono del tutto convinta. Potrebbe trattarsi di un tumore? La ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti.

  4. Cara Lilli in medicina una tumefazione può essere qualsiasi cosa, di conseguenza è necessario visitare bene la parte per valutarne le caratteristiche e farsene un’idea, per poi eventualmente eseguire una ecografia o una radiografia e togliersi ogni dubbio in merito!

  5. Buongiorno,
    Mia figlia di 16 anni ha preso un forte colpo nella zona del coccige dopo una caduta: dopo qualche giorno si è formata una piaga, poi guarita. A distanza di qualche mese si è però riformata e adesso col cambio di stagione si è riformata. Cosa si può fare per una guarigione definitiva?

  6. @samurai: In caso di ferite a lenta guarigione è sempre consigliato far vedere la ferita a un medico che possa consigliare la medicazione più adatta e valutare eventuali condizioni che rallentino la guarigione.

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