La VES e la forza delle idee

Questo articolo è stato prodotto in collaborazione con Mondi Invisibili.
http://mondinvisibili.wordpress.com

Alcuni lo considerano un test sorpassato, per altri continua a rappresentare un semplice ed utile riferimento… ma di cosa stiamo parlando? Ma della VES ovviamente. VES sta per velocità di eritrosedimentazione degli eritrociti, ed è sicuramente uno degli esami di laboratorio attualmente più eseguiti, per capire “se qualcosa non va” e  “quanto è grave il danno”.

VES - Metodo Westergren (fonte: https://m3e.meduniwien.ac.at)

VES - Metodo Westergren (fonte: https://m3e.meduniwien.ac.at)

Il metodo più usto è il Westergren: si pongono 2 ml di sangue reso incoagulabile in un tubicino mantenuto in posizione verticale e si lasciano sedimentare gli eritrociti (i globuli rossi).

La sedimentazione avviene molto lentamente e dopo un’ora si misura una sedimentazione pari a 0-10 millimetri nell’uomo e 1-15 nella donna. Nel  neonato non si superano i 2 mm/ora, mentre nei soggetti anziani maschi si può arrivare a 38 mm/ora e a 63 mm/ora nelle femmine, anche se valori superiori a 50 mm/ora nell’anziano sono spesso associati a malattia…. Per motivi “politici” molti laboratori danno per scontato il valore dell’ adulto senza specificare che nell’anziano sono accettabili anche valori più alti: l’interpretazione viene affidata alla cultura del medico.

La forza che spinge le emazie a sedimentare è il loro peso (il peso di una particella sferica aumenta con il cubo del raggio), ma a questa si oppone la resistenza del plasma. Quando c’è qualcosa che non va, in particolare in caso di infezioni, di malattie infiammatorie sistemiche, di neoplasie o di danno tissutale esteso, all’interno del sangue aumenta il fibrinogeno, in quanto le reazioni infiammatorie a questi processi provocano la liberazione di citochine che stimolano il fegato a produrre delle proteine (dette per tale ragione “proteine di fase acuta”), che contribuiscono alla risposta di difesa dell’organismo. Il fibrinogeno determina una aggregazione tra gli eritrociti, che ,  formando in questo modo particelle di massa maggiore, sedimentano più velocemente, producendo in un’ora una sedimentazione maggiore (la VES aumenta, >10 mm).

Quindi la VES da quello che si è detto non è un test specifico, ma ci avverte che qualcosa non sta filando per il verso giusto. Un risultato normale a volte non esclude l’assenza di malattia, come un risultato aumentato a volte non ne indica la presenza, come nel caso della gravidanza, in cui il fibrinogeno aumenta sempre. Anzi la VES fu scoperta proprio durante la gravidanza, mentre si era alla ricerca di alterazioni ematologiche in questo particolare periodo della vita.

Il fenomeno dell’aumentata velocità di eritrosedimentazione è noto fin dall’ antichità, ed ha sicuramente avuto un enorme impatto. Infatti era uso comune raccogliere il sangue in un recipiente dopo aver effettuato un salasso, sangue che ovviamente dopo un po’ coagulava. Se il paziente aveva la VES alta, i globuli rossi avevano il tempo di sedimentare di alcuni mm prima della coagulazione, e dopo che questa era avvenuta il sangue risultava costituito da due parti: una porzione rossa in basso costituita da eritrociti e una porzione in alto, gelatinosa e giallastra. Agli occhi degli antichi, ciò era da considerarsi un evento anomalo, ed indicava che il sangue di quel paziente conteneva un materiale anomalo, forse il pericolosissimo “flegma”…… Questo sangue “anomalo” venne considerato troppo denso e lo strato di fibrina divenne noto come “crosta flogistica”. Secondo gli antichi l’ unica soluzione era salassare di nuovo e ciò portava ad anemia, ma più si è anemici e più si ha una VES alta (per l’emodiluizione che si ottiene in risposta alla perdita di sangue). Si entrava quindi in un circolo vizioso. Fino al 1800, andava anche peggio alle donne incinte, che avendo una VES aumentata fisiologicamente, venivano salassate di continuo. Nessuno sa quanti pazienti sono morti a causa di questa terapia.

Tale è la forza delle idee.

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16 Risposte to “La VES e la forza delle idee”

  1. Ho scoperto questo blog ieri sera: complimenti! Sarò una tua assidua lettrice…Spero il concorso sia andato bene…Buona settimana!

  2. atlantemedicina Says:

    Ciao Anna, benvenuta su Atlante Medicina!
    Ti ringrazio per i complimenti! 🙂
    Quanto al concorso..non sappiamo ancora nulla ma non ci conto troppo…..incrociamo le dita!
    A presto!

  3. Ciao!
    Come ti avevo già segnalato, questo articolo mi è stato molto utile per gli ultimi esami che sto preparando, e quindi ti ringrazio nuovamente!!
    Volevo soltanto segnalarti un’altra interpretazione riguardo l’aumento della VES: il TNF e l’IL-1 fanno diminuire la produzione epatica delle proteine negative della fase acuta, tra cui l’albumina, determinando così una diminuzione della densità del plasma che, opponendo una minore resistenza, giustifica l’aumento della VES.
    Volevo chiederti (dato che probabilmente lo sapevi già) se questo meccanismo è secondario o è ugualmente importante e se allora, da un punto di vista di pratica clinica, la VES sia usata anche per avere informazioni nelle patologie in cui si assiste a una diminuzione dell’albumina.
    Grazie!

  4. atlantemedicina Says:

    Quello che hai scritto non mi torna molto.. TNF e IL non è che diminuiscano la produzione dell’albumina..semplicemente “shuntano” la produzione proteica verso le proteine di fase acuta, le quali aumentano la viscosità del sangue e quindi la VES. L’albumina viene prodotta meno, ma non in maniera significativa.
    Oltrettutto, se la densità diminuisse…la VES dovrebbe essere ridotta, perchè senza proteine i globuli rossi ci metterebbero una vita a sedimentare!!! E’ proprio la resistenza prodotta dalle proteine a giustificare l’aumento della velocità di eritrosedimentazione.
    La VES non viene utilizzata per valutare la riduzione dell’albumina: per farlo è molto più utile e preciso procedere con un dosaggio delle proteine totali e con un protidogramma.

  5. Penso che il professore, dicendo che la densità diminuisce, si riferisca al fatto che un plasma con meno albumina opporrebbe meno resistenza alla sedimentazione degli eritrociti.
    Sinceramente inizialmente pensavo che le due spiegazioni potessero andare d’accordo, ma dopo aver riflettuto sulla tua risposta, mi sembra francamente più chiara; è evidente che ci sono delle contraddizioni in ciò che ti ho esposto (è evidente ora che me le hai spiegate!), e ti ringrazio di avermele fatte notare. L’unica cosa che non mi tornava era che per ogni infiammazione si sarebbe dovuto sviluppare un edema sistemico, se cala l’albumina, ma sai, “l’ha detto il professore”….
    ..speriamo che non la chieda all’esame, gli racconto quello che ha detto lui o quello che mi sembra più sensato (cioè quello che è uscito da questa discussione)??!!
    Grazie per la precisione ed il tempismo!

  6. atlantemedicina Says:

    Mah, penso che l’importante sia aver capito il fenomeno e averne una propria idea in testa! Ma all’esame digli quello che ti ha spiegato lui! 😉

  7. Voglio proporre, in merito, una domanda alla persona che ha creato questo blog perchè mi sembra piuttosto preparata! Perchè la VES aumenta nei casi di policitemia vera, malattia durante la quale i globuli rossi aumentano notevolmente? La VES in questo caso non dovrebbe aumentare visto che ci sono più globuli rossi che possono sedimentare?

    GRAZIE!

    *scusa mi correggo, volevo dire che la VES diminuisce nei casi di policitemia vera!

  8. mondinvisibili Says:

    Ciao a tutti,
    leggo solo ora questi comenti all’ articolo della ves….
    IL1 e TNF essendo i mediatori più importanti della flogosi, diminuiscono le proteine negative della fase acuta (perciò negative) ed aumentano quelle positive (perciò chiamate positive), questo cambiamento nella sintesi proteica si riflette anche sulla VES.

    La VES è fortemente influenzata dalla capacità di formare rouleaux, questi sono ammassi di eritrociti legati non da anticorpi o da legami covalenti, ma semplicemente dall’ attrazione superficiale.

    Se nel sangue aumenta la percentuale di globuline (specialmente le gamma) rispetto a quella delle albumine, o se i livelli di fibrinogeno sono molto elevati, i rouleaux si formano più velocemente, e quindi aumenta la VES.

    La presenza di elevate concentrazioni di macromolecole nel plasma riduce l forza di mutua repulsione che tendono a tenere in sospensione gli eritrociti, ed anche in questo caso aumenta la tendenza alla formazione dei rouleaux.
    Ci sono altri fattori che influenzano la velocità come il rapporto volumetrico quantitativo eritrociti/plasma e la viscosità, il colesterolo sierico…in generale quindi vi sono sia fattori eritrocitari che plasmatci che fanno variare la velocità di eritrosedimentazione.

    In condizioni normali la VES è relativamente bassa perchè la caduta gravitazionale dei singoli globuli rossi è bilanciata da una forza opposta dovuta allo spostamento del plasma. Questa forza, se il plasma è molto viscoso (viscosità determinata da: lipo e paraproteine ed ematocrito…) o i livelli di colesterolo sono molto alti, neutralizza virtualmente la caduta di globuli rossi isolati o aggregati.

  9. Abbiamo sviscerato la VES fino in fondo, ormai!! Grazie anche a te, Mondi, per l’approfondimento molto chiaro!

  10. atlantemedicina Says:

    Ammazza Mondi, sei troppo forte, in effetti io ero un po’ in difficoltà nel giustificare una VES normale nella policitemia!!! 🙂 Grazie mille!

  11. mondinvisibili Says:

    di nulla! 🙂
    Alla prossima!

  12. Beh “mondivisibili” ha dato certamente un quadro più specifico sui fattori che influenzano la VES, ma non’è entrato in merito alla policitemia vera in quanto non ha spiegato effettivamente perchè l’aumento di globuli rossi faccia diminuire la VES.
    E’ probabile forse che più globuli rossi portino ad una maggiore repulsività delle membrane cellulari rallentando la caduta degli eritrociti verso il basso?

  13. mondinvisibili Says:

    Ciao Andrea,
    non sono entrato nel merito della policitemia vera, perchè ho dato una risposta più ampia!
    La policitemia vera è caratterizzata da:
    aumento di eritrociti ed anche di ematocrito e quindi da un aumento della viscosità del sangue e del rapporto volumetrico quantitativo eritrociti/plasma….tutto già scritto nel precedente post.
    E’ normale quindi che il potenziale z sulle membrane eritrocitarie sia modificato e quindi anche la ves.

    Per maggiori informazioni a riguardo, comunque ti consiglio un libro di fisica con applicazioni in biologia e medicina,

    ed un trattatto di medicina di laboratorio; molti sono presenti in anteprima (limitata) anche su google libri.

    Per quanto riguarda la tua ultima domanda, credo che la risposta sia si, ma sempre in relazione alla formazione di rouleaux.

    A presto
    🙂

  14. Ho capito “mondiinvisibili”, la VES è un esame interessante anche se poco specifico, ma di certo è un valido supplemento ad esami più specifici! E’ bello notare inoltre come la biologia e leggi della fisica vadano di pari passo e come spesse volte diamo per scontati tutti questi fenomini anche nella vita quotidiana!

    A presto!

  15. Sempre di più oggi ci si rivolge all’equilibrio acido/base e al potenziale redox per comprensione della genesi delle malattie croniche e degenerative e nell’invecchiamento, e degli stessi tumori, il tessuto tumorale piuttosto che le cellule sono caratterizzate da acidosi; acidosi e diminuzione del potenziale riduttivo non sono che indice e conseguenza del progressivo aumento dei radicali liberi (da flogosi), della progressiva diminuzione del funzionamento mitocondriale e incapacità di queste batterie a caricarsi di elettroni e rifornire di corrente le cellule per le funzioni usuali, e conseguente “spending review” cellulare che implica una repressione dell’espressione del DNA cellulare da parte dei mitocondri stessi, non sono che espressione del bilancio netto bioelettrici e bioelettronico cellulare tra protoni e elettroni cioè bio corrente elettrica disponibile. La VES essendo influenzata dal potenziale Z, cioè dalla carica circolante elettronica portata dagli elettroni (fluidificante, al contrario ovviamente della fibrina in quota protonica/acida procoagulante) esprime appunto la carica bioelettrica del sangue!

  16. @Francesco Bottai: …..grazie per il tuo contributo! 😉

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