ECG, questo sconosciuto – 1

ElettroCardioGramma: esame strumentale di importanza enorme, che bisogna assolutamente conoscere e saper leggere. Parte oggi una serie di post dedicati a questo argomento (Dottor Carter, spero ti siano d’aiuto!).

Partiamo dalle basi. Cos’è l’ECG? L’elettrocardiografia è una tecnica strumentale che permette di descrivere le variazioni di campo elettrico derivanti dagli scambi ionici legati alla contrazione cardiaca, riportandoli su carta millimetrata.
Anche questa va conosciuta: al qudretto grande, di 5 mm, corrisponde un periodo di 0,2 secondi (ognuno dei quadrettini -1mm- al suo interno vale 0,04 secondi). Ciò ci permette di calcolare facilmente la frequenza cardiaca (FC): basterà contare quanti quadretti grandi sono compresi tra due QRS, moltiplicarli per 0,2, e poi dividere 60 per il risultato ottenuto (per esempio, due quadretti tra due QRS, quindi 2×0,2=0,4, poi 60/0,4= 150 battiti al minuto). Altrimenti, possiamo farci un’idea a prima vista della FC considerando che se i QRS si susseguono a distanza di un quadretto grande, si ha una FC di 300, se di 2, 150, se di 3, 100, se di 4, 75, e se di 5, 60.

Carta Millimetrata - Caratteristiche e FC

Carta Millimetrata - Caratteristiche e FC

Ed ecco come appare un ciclo cardiaco all’ECG, e a cosa corrispondono le varie onde generate durante il ciclo cardiaco: 

Ciclo cardiaco all'ECG

Ciclo cardiaco all'ECG

ONDA P: corrisponde alla depolarizzazione degli atri.

TRATTO PQ: corrisponde alla conduzione dello stimolo dagli atri ai ventricoli. Normalmente è di circa 0,12 – 0,20 secondi.

COMPLESSO QRS: corrisponde alla depolarizzazione dei ventricoli e dura circa 0,08 secondi. L’ONDA Q corrisponde alla depolarizzazione del setto, l’ONDA R a quella degli apici dei ventricoli, l’ONDA S a quella delle basi dei ventricoli.

TRATTO ST: corrisponde alla totale attivazione dei ventricoli.

ONDA T: corrisponde alla ripolarizzazione ventricolare. 

ONDA U: incostante, non riveste importanza pratica.  

Infine, qualche cenno relativo alle DERIVAZIONI. L’ECG comprende 12 tracciati, corrispondenti alle 6 derivazioni precordiali più le 3 derivazioni bipolari e le 3 unipolari aumentate. Le derivazioni bipolari di Einthoven (I, II, III) e le unipolari aumentate di Goldberg (aVR, aVL, aF) permettono di esplorare i vettori sul piano frontale suddividendolo in 6 zone da 60° gradi l’una (gli elettrodi sono posti su torace e arti), mentre quelle precordiali di Wilson permettono di studiare i vettori da sinistra a destra con grande precisione, trovandosi in prossimità del cuore (6 elettrodi posti in fila sul torace). Per approfondire potete consultare anche Wikipedia, cliccando QUI

Derivazioni unipolari e bipolari | Derivazioni precordiali

Derivazioni unipolari e bipolari | Derivazioni precordiali

Nel prossimo post relativo all’ECG cominceremo a leggere i tracciati.

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6 Risposte to “ECG, questo sconosciuto – 1”

  1. colcavagno Says:

    Nel caso dei chirurghi è proprio il caso di dire “ECG questo sconosciuto!!”. Ti ringrazione per il ripasso che mia hai fatto fare. Fondamentali i prossimi post che non perderò.
    Ciao
    Alberico

  2. atlantemedicina Says:

    Grazie Alberico,
    devo dire che si tratta di un ripasso molto utile anche per me… ECG, il mio incubo! 😀
    Anche io ho poca dimestichezza… me ne vergogno tanto! Spero di colmare le lacune! 🙂
    Ciao!
    Elisa

  3. Salve Dott.sa
    volevo farle i complimenti per il suo blog, davvero molto bello!
    Sono iscritto al primo anno di medicina e seguirò spero negli anni il suo blog per avere un compagno di studi che stimola curiosità e conoscenze.
    Un saluto
    Roberto

  4. La serie dei post ECG sarà utilissima e sono certo che alla fine tutti saremo in grado di leggere un ECG! Bravissima

  5. atlantemedicina Says:

    Caro Roberto, mi fa piacere che il blog ti piaccia! Sono sicura che può essere molto utile anche per voi studenti, e cercherò di renderlo sempre più ricco e interessante. Continua a seguire Atlante Medicina e se ti va di consigliarmi qualche argomento, scrivimi pure una mail!
    Sei al primo anno..i primi due anni sono i più difficili, perciò un consiglio: stringi i denti e tieni duro! Quando visiterai il tuo primo paziente tutti i tuoi sforzi verranno ripagati!
    E per carità….dammi del tu!! 🙂
    Elisa

  6. atlantemedicina Says:

    Grazie verde…però non esagerare…sono sempre la solita cialtrona! 😀
    Ho bisogno di studiare e ripassare.. e questo blog per me è uno stimolo continuo e fortissimo. Mi fa piacere che piaccia e che sia utile anche agli altri oltre che a me.
    ECG…ti odio!!!!! 🙂
    A presto!

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