Archivio per paralisi a frigore

La paralisi di Bell

Posted in Neurologia e Neurochirurgia with tags , , , , on 11 agosto 2009 by atlantemedicina

Abbiamo già affrontato la sindrome di Ramsay Hunt, ovvero la paralisi periferica del nervo faciale provocata da una riattivazione del virus Zoster latente nel ganglio genicolato, mentre oggi tratteremo la paralisi di Bell, ovvero la paralisi periferica del nervo faciale idiopatica. Il faciale è il settimo nervo cranico ed innerva tutta la muscolatura del volto e  il muscolo pellicciaio del collo (ovvero quello che permette di stirare in basso gli angoli della bocca) e la sua paralisi può essere centrale o periferica. Nella paralisi centrale (dovuta a una lesione a carico del neurone centrale piramidale) la muscolatura della fronte è risparmiata e quella delle palpebre interessata solo lievemente, in quanto i muscoli faciali superiori hanno un’innervazione bilaterale (centralmente) e la sintomatologia è quindi relativa ai soli muscoli della branca inferiore del faciale, controlateralmente alla lesione cerebrale. La paralisi periferica del faciale (da lesione del neurone periferico) si caratterizza per l’interessamento completo di un emilato del viso: la diagnosi è veramente molto semplice, perchè il quadro clinico è patognomonico. Il paziente sviluppa nel giro di 3 giorni (massimo 7) debolezza o paralisi dei muscoli di un lato del viso: il solco nasolabiale e le altre rughe del lato paretico si appianano, l’angolo della bocca cade, il paziente non può fischiare, non può corrugare la fronte dal lato paretico, se mostra i denti o sorride stira la bocca dal lato sano. Nei casi più completi, se chiediamo al paziente di chiudere gli occhi, l’occhio del lato paretico rimarrà aperto (lagoftalmo) provocando secchezza che si può prevenire mediante colliri o lacrime artificiali. Annesse al nervo faciale sono alcune fibre parasimpatiche destinate alle ghiandole lacrimali, alle salivari sottomascellari e ai muscoli dell’orecchio interno, oltre che fibre gustative (nervo intermediario del Wrisberg) che innervano i due terzi anteriori della lingua. Pertanto, a seconda del livello della lesione, si possono associare alterazioni del gusto e dell’udito. Talora, alla richiesta di chiudere le palpebre l’occhio del lato paretico si volge verso l’alto (fenomeno o segno di Bell). Inoltre, se facciamo gonfiare al paziente le gote dicendo di trattenere l’aria, il paziente la perderà facilmente dal lato paretico non appena premeremo sulla gota del lato paretico.

 

Paralisi di Bell (modificata da http://www.chennaiclassic.com)

Paralisi di Bell (modificata da http://www.chennaiclassic.com)

Il primo a descrivere il fenomeno fu Sir Charles Bell nella prima metà del 1800. Oggi si sa che il picco di incidenza si ha a 40 anni, con 15-30 persone coinvolte ogni 100.000. La paralisi, come detto, è idiopatica (cioè non se ne conosce la causa), anche se è spesso detta “a frigore”, intendendo che forse la flogosi che interessa il nervo (il suo ganglio genicolato) deriva da sbalzi di temperatura. In realtà pare che la causa sia virale (HSV o VZV), anche se non ci sono ancora conferme al riguardo. La paralisi periferica può essere causata anche da lesioni parotidee, dalla sindrome di Guillian Barrè, dalla malattia di Lyme, dalla sarcoidosi, da alcuni vaccini e dall’otite media acuta. In questi casi comunque l’anamnesi e l’esame obiettivo accurato permettono facilmente di fare diagnosi differenziale. Per la diagnosi non è quindi necessario alcun esame, anche se bisogna ricordare che talora la paralisi di Bell si associa a diabete (è quindi importante raccogliere l’anamnesi familiare per riconoscere i soggetti a rischio).

Paziente con paralisi di Bell

Paziente con paralisi di Bell (tratta da http://www.consumerreports.org)

La paralisi di Bell viene trattata con corticosteroidi per bocca (prednisone per 10 giorni). Talora si associano gli antivirali (per la possibile eziologia da HSV e VZV) anche se recentemente è stato dimostrato che la terapia di associazione non porta a grandi vantaggi rispetto alla sola terapia steroidea. In ogni caso, l’85% dei casi si risolve da sè, senza alcuna terapia, anche se talora residua una debolezza muscolare che può essere trattata con fisioterapia e vitamine del gruppo B. Talvolta si utilizza la tossina botulinica per ridurre l’asimmetria faciale e quindi il disagio estetico. Infine, se la sintomatologia persite per più di due settimane o non migliora, è necessario consultare un otorinolaringoiatra o un neurologo.

Per approfondire l’argomento, ecco un bell’articolo free:
2007 – Tiemstra JD – Bell’s palsy: diagnosis and management

Questo invece è un video che mostra come si esaminano il V e il VII settimo nervo cranico:
Cranial nerves V e VII

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